Il boss ammesso al programma di tutela testimoni da una sentenza del Tar: “l’iter avrà effetto immediato”

Gaspare Spatuzza

L’ex capomafia di Brancaccio, Gaspare Spatuzza, è stato ammesso al programma di protezione del Viminale per i collaboratori di giustizia. Lo ha deciso la commissione del ministero dell’Interno, presieduta dal sottosegretario Mantovano, dopo che il Tar aveva annullato il provvedimento della commissione che un anno fa aveva negato a Spatuzza il programma di protezione. Spatuzza ha iniziato a collaborare con la giustizia nell’estate del 2008.

Il 9 giugno scorso, ricorda Mantovano, il Tar del Lazio ha deliberato sulla decisione, adottata il 15 giugno 2010 dalla Commissione centrale per i testimoni e collaboratori di giustizia, di non accogliere la proposta di ammissione al programma speciale di protezione di Gaspare Spatuzza.

“Tale decisione si fondava sull’avere il collaborante reso dichiarazioni significative oltre il termine di 180 giorni previsto dalla legge. La sentenza del Tar -prosegue Mantovano, Presidente della Commissione sui programmi di protezione – ha affermato il principio di diritto secondo cui quelle dichiarazioni, benchè tardive, non precludono l’ammissione al programma di protezione in quanto riguardano non conoscenze dirette, ma dati appresi da altri (c.d. “de relato”)”.

La sentenza del Tar è comunque immediatamente esecutiva e quindi la Commissione ha l’obbligo di eseguirla. La Direzione Nazionale Antimafia e le Direzioni Distrettuali Antimafia di Caltanissetta, Firenze e Palermo “hanno di recente fornito nuovi importanti elementi informativi, ulteriori rispetto a quelli a disposizione della Commissione centrale all’epoca della decisione del giugno 2010, con i quali sono stati documentati provvedimenti giudiziari adottati sulla base delle dichiarazioni rese dal collaboratore”.

“Oggi – conclude Mantovano – la Commissione ha quindi disposto l’ammissione di Gaspare Spatuzza al programma speciale di protezione, dovendo dare esecuzione alla sentenza del Tar e sulla base delle nuove informazioni acquisite”.

© Riproduzione Riservata

Commenti