Intesa raggiunta fra la Juve e il giocatore, ora si lavora col San Paolo per fare arrivare il difensore a gennaio

Rhodolfo

L’accordo con il giocatore c’è, ora bisogna definire quello con il club, il San Paolo. Il mercato in Italia è chiuso, ma la Juventus continua a lavorare sul difensore centrale richiesto da Conte e sfuggito nella sessione estiva. E continua a puntare forte su Rhodolfo, centrale brasiliano di 25 anni che potrebbe arrivare a gennaio. I bianconeri lo inseguono da oltre un mese, ieri è arrivata la conferma dell’avvenuto accordo fra Marotta e l’agente del giocatore.

E’ stato proprio quest’ultimo, Gustavo, a confermarlo, mettendo pressione sul San Paolo: “Abbiamo raggiunto un accordo con la Juve, il giocatore vuole il trasferimento e speriamo si possa chiudere per gennaio”. Il problema è il costo del cartellino: i rubonegros chiedono dieci milioni, la Juve è ferma a sei. Ma ci sono tempi e margini per limare le distanze.

Luiz Rhodolfo Dini Gaioto è un difensore centrale di 193 centimetri, per 86 chilogrammi di peso: struttura fisica imponente, è al San Paolo dallo scorso febbraio, quando fu acquistato per 1.3 milioni dall’Atletico Paranaense. Allora si segnalò anche un intervento importante del Genoa di Preziosi, che però poi rinunciò in quanto allora il giocatore non aveva il passaporto comunitario. Dotato di importanti mezzi fisici, Rhodolfo ha il suo punto di forza nell’anticipo e nei tempi dell’intervento: ricorda molto Lucio, non a caso il suo idolo, nella capacità di prevedere il passaggio e anticipare l’attaccante sin quasi a centrocampo.

Una volta recuperata palla, poi, come l’interista, ama far ripartire subito l’azione proiettandosi in avanti. Buon colpitore di testa in fase difensiva, in passato non è stato molto prolifico nell’area avversaria: solo 6 gol nei cinque anni all’Atletico Parananese, club con il quale è cresciuto (é nato a Bandeirantes, stato di Parà, sud del Brasile). Ha giocato indifferentemente in una difesa a tre e in una a quattro. Nessuna convocazione in verdeoro e una maturazione un po’ più lenta di alcuni suoi connazionali: anche per questo la chiamata dall’Europa per lui è un’occasione da non perdere.

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