Dal segretario e Nello Musumeci nuove frecciate a Gianfranco Fini: “ha smantellato un partito dell’11%”

Francesco Storace

Inizierà domani (giovedì) alle ore 17,00, alla Villa comunale di Taormina, la II festa nazionale de La Destra, che si concluderà sabato sera.

Dopo la cerimonia d’apertura, alla presenza del segretario nazionale Francesco Storace, di quello regionale, Gino Ioppolo, si svolgerà l’incontro sul tema: La politica e l’etica: diavolo e acquasanta? con Matilde Leonardi, presidente Osservatorio disabilità, avv. Enzo Vitale (La Destra), Carlo Giovanardi (Pdl), sottosegretario alla Famiglia.

Alle 19,30 incontro su Riaggregare la Destra. Se non ora, quando? Intervengono: Silvano Moffa (Pt), presidente commissione Lavoro della Camera, Domenico Nania (Pdl), vicepresidente Senato, Fabio Rampelli (Pdl), deputato nazionale, Pasquale Viespoli (Cn), capogruppo al Senato, Nello Musumeci (La Destra), sottosegretario alle Politiche sociali.

Nel corso del meeting denominato “Italia in movimento” saranno affrontati i temi della cronaca politica, con una prospettiva nel breve e medio periodo. Prevista la partecipazione di esponenti della maggioranza e dell’opposizione,: Angelino Alfano, segretario del Pdl, Saverio Romano, ministro all’Agricoltura, Adolfo Urso, presidente di Fareitalia, Maurizio Sacconi, ministro al Lavoro e delle politiche sociali, Gianfranco Miccichè, leader di Forza del Sud, Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana, Francesco Speroni della Lega, Enzo Bianco del Pd.

Interverranno anche i giornalisti Gianluigi Paragone, vice direttore di Rai2, e Pietrangelo Buttafuoco.

“L’on. Fini credo che abbia la responsabilità di aver compromesso il cammino della coalizione che lui aveva contribuito a costruire”, afferma Storace, che non ha risparmiato frecciate in varie direzioni, in particolare al presidente della Camera, ex leader di Alleanza nazionale: “Non è che siamo critici per partito preso con Fini. È un giudizio, non un pregiudizio. Quello che ha combinato nell’ultimo anno ha determinato la rottura degli equilibri di questo Paese: la maggioranza si è trovata in difficoltà ed è dovuta andare a cercare parlamentari ovunque e questo non va bene, tanto più che ci sono delle “sirene”, che a me non piacciono affatto, all’interno del centro destra e nello stesso Pdl». Poi una battuta contro Gianni Alemanno: «Va chiarito quello che ha intenzione di fare il sindaco di Roma Alemanno quando va a Mirabello alla festa di Fini. Fino a ieri era considerato un traditore, ora cosa è successo?”.

Poi sul governatore siciliano: «La posizione di Lombardo è la più curiosa di tutte. Eletto con il centrodestra, ha finito per allearsi con la sinistra e con tutti quelli che volevano buttare giù il Governo grazie ai cui voti è stato eletto presidente della Regione. È una situazione un pò imbarazzante….».

Alla festa di Taormina parteciperà anche il neo segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano, dal quale Storace si aspetta «parole di riconoscimento per la nostra forza innovativa dal punto di vista sociale. Credo che lui punti a fare quel rassemblement che ha chiamato costituente popolare con una serie di soggetti alleati con noi e con la Lega. Credo sia un percorso che, da qui al congresso, avremo modo di spiegare. In questa festa – ha detto Storace – coglieremo l’occasione per dire al centrodestra di riposizionarsi, di ricaricare le batterie perchè non vogliamo che la sinistra torni a governare questo Paese. Nè può essere Profumo l’alternativa» (riferendosi all’ipotesi che vedrebbe l’ex ad di Unicredit Alessandro Profumo come candidato premier del Terzo Polo).

Infine un accenno al “porcellum”: «Sono favorevole a sottoscrivere il referendum che ridà ai cittadini il diritto di scegliere i parlamentari attraverso i collegi elettorali. Questa legge non la sopporta più nessuno e bisogna far sì che il Parlamento si decida pur mantenendo il quadro del bipolarismo. Io voglio scegliere il Parlamento e il Governo».

Anche il sottosegretario Nello Musumeci rincara la dose sull’ex An: “Abbiamo bisogno di rimediare ai guasti devastanti che ha creato il presidente Fini, che è riuscito a smantellare un partito dell’11 per cento che rappresentava anche un drenaggio, un freno, un’alternativa alle spinte egoiste della Lega e anche alle spinte iperliberiste di alcune forze all’interno della maggioranza”.

“Noi crediamo – ha proseguito Musumeci – che l’Italia abbia bisogno della Destra, di riaggregare le anime che hanno fatto la storia del lungo dopoguerra in questi 60 anni. Il sud ha sempre avuto nella destra un punto di riferimento. Il fatto che Fini abbia distrutto questo blocco politico e sociale evidenzia una serie di scelte opinabili e discutibili: vogliamo fare appello a chi proviene dal mondo della destra e a chi intende condividere le nostre idee per ricreare una grande forza politica di destra moderna, futurista, capace di rappresentare gli interessi del Mezzogiorno in una visione nazionale».

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