Ennesimo appello del presidente della Repubblica: misure economiche incisive o sarà presto “notte fonda” 

Giorgio Napolitano

L’Italia è ormai ad un passo dalla bancarotta, tant’è che lo stesso Presidente della repubblica ha lanciato con una nota un forte monito facendo leva sulla responsabilità politica.

Il capo dello stato chiede che all’interno della “pseudo” manovra siano introdotte misure più incisive atte a rafforzare l’attendibilità della stessa. Stiamo assistendo, negli ultimi giorni, a un continuo cambio di obiettivi, si parlava di tagli sulle pensioni, tassa sulla patrimoniale, abolizione delle province, per poi vedere questi provvedimenti ritirati. Il presidente di Nomisma ha elaborato una proposta di tassa patrimoniale sul 20% più ricco della popolazione italiana con un gettito molto rilevante. Perché tale proposta non è stata presa in considerazione? Dove recuperare i soldi necessari per far fronte al tracollo finanziario italiano?

Si è detto tanto e si è parlato troppo di tale manovra fatta d’incertezze, i cui mercati esteri tengono gli occhi puntati. Perché nessuno vuol fare un passo indietro? Perché anche dinanzi alla catastrofe annunciata, la classe politica anziché varare provvedimenti seri si ostina nella spasmodica lotta al potere?  La manovra colpisce solo ed esclusivamente le fasce più deboli, mentre chissà per quale recondito motivo la classe ricca non é toccata.

Guarda caso, anche la “casta” fa parte di quel 20% più ricco, il che significherebbe andare a incidere sui loro averi, provocando loro un danno enorme, poiché, questi, sarebbero costretti a stringere la cinghia alla fine del mese, proprio come fanno le famiglie italiane, oppure, un operaio che lavora otto ore e anche più, su una catena di montaggio. Per far fronte a tutto ciò, basterebbe che i parlamentari riducessero i loro stipendi, il cui dislivello tra loro e noi “poveri mortali” è enorme.

È, inoltre, inammissibile che la manovra preveda, in materia di diritto di lavoro, la libertà di licenziare senza l’obbligo del reintegro. A tal punto, verrebbe da chiedersi se il governo è con i suoi cittadini o contro.

Sembra di assistere a un ritorno al passato quando ancora il suddito soccombeva alla volontà malvagia e egoista del padrone.

Dopo il monito del Presidente della Repubblica, cos’altro ancora?

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