Il super prelievo cambia ancora e il governo blinda il testo con la fiducia. Premier: “dobbiamo fare in fretta”

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti

Un aumento dell’Iva dal 20 al 21%, contributo di solidarietà del 3% per redditi superiori ai 300 mila euro (e non 500 mila come comunicato in un primo momento) fino al pareggio di bilancio, adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato a partire dal 2014. Queste le aggiunte al testo sulla manovra che il governo ha deciso di “blindare” con il voto di fiducia.

«Tra due ore trasmettiamo il maxi-emendamento, poi domani si voterà la fiducia», ha spiegato il Guardasigilli Francesco Nitto Palma, lasciando Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri. «Bisogna fare in fretta», ha detto Silvio Berlusconi durante la riunione dell’esecutivo.

Un concetto ribadito da un comunicato diffuso dopo il Cdm in cui si parla della fiducia come di uno «strumento regolamentare necessitato per conseguire una celere conversione del decreto-legge, come impone la gravità del contesto internazionale di crisi finanziaria». Anche le modifiche al testo, esito di un vertice di maggioranza tenutosi in mattinata, sono state rese note attraverso un comunicato di Palazzo Chigi. Tra le altre cose, è stato specificato che giovedì prossimo il Consiglio dei ministri approverà l’introduzione in Costituzione della «regola d’oro» sul pareggio di bilancio e dell’abolizione delle Province col conseguente passaggio di competenze alle Regioni. Il voto finale sulla manovra al Senato è fissato per mercoledì.

Ad appena una settimana dal vertice di Arcore di lunedì scorso, la manovra cambia ancora e arriva alla sua quarta versione. Ma le ultime modifiche, frutto di un compromesso nella maggioranza, non soddisfano né le opposizioni né i sindacati .Valutazioni positive, invece, dalla Confindustria..

L’aumento dell’aliquota ordinaria dell’Iva dal 20 al 21% non è temporaneo: secondo quanto si apprende da fonti di governo, non è stata fissata una scadenza (si era parlato di 3 mesi) per quanto riguarda la durata. Invece, per le altre aliquote Iva (rispettivamente al 10 e al 4%), secondo quanto riferiscono fonti di governo, resta in piedi l’ipotesi di innalzarle entrambe di un punto percentuale. In questo modo, passerebbero rispettivamente all’11% e al 5%. Il gettito previsto, sempre secondo indiscrezioni, sarebbe stato quantificato in 6 miliardi.

Quanto al super prelievo è stato il ministro Ignazio la Russa, al temine del Cdm, a comunicare che il governo «ha deciso di ridurre da 500 a 300 mila euro il reddito oltre il quale si pagherà il contributo di solidarietà». La proposta di abbassare il tetto, rispetto ai 500 mila di cui parlava la prima nota di Palazzo Chigi, è stata avanzata dal premier Silvio Berlusconi. I contribuenti oltre i 300 mila euro risultano in tutto 34.000, 22.500 dei quali nella fascia di reddito tra 300 e 500 mila euro e 11.500 sopra i 500 mila euro.

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