Trapiantati in Sicilia il fegato e i reni del tenore. Le cornee depositate alla banca degli occhi di Palermo

Salvatore Licitra

Salvatore Licitra vive ancora. Gli organi del grande tenore siciliano dichiarato lunedì mattina in morte cerebrale dopo nove giorni di coma, hanno salvato tre pazienti in lista d’attesa.

Il fegato è stato trapiantato all’Ismett di Palermo su un paziente di 53 anni di Catania. Trapiantato pure all’Ismett il rene sinistro assegnato a un 57enne di Palermo.

Il rene destro è stato trapiantato al Civico di Palermo su un paziente di 37 anni di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina).

Le cornee sono state depositate alla Banca degli occhi dell’ospedale Cervello di Palermo e saranno messe in coltura per essere poi essere utilizzate nei prossimi giorni.

Licitra, considerato l’erede di Pavarotti, aveva 43 anni. Lo scorso 27 agosto a Donnalucata, frazione di Scicli (Ragusa), è stato colpito da un’ischemia cerebrale mentre era a bordo della sua Vespa con la fidanzata. Ricoverato al «Garibaldi» di Catania, è stato operato d’urgenza. Ma non c’è stato nulla da fare. Lunedì 5 settembre i medici hanno dovuto dichiarare la morte clinica.

A settembre era atteso a Tokyo con Ernani, a ottobre alla Royal Opera House con la Turandot e a Taipei con l’Aida, mentre nel 2012 a Chicago. Fin dall’inizio le sue condizioni erano apparse molto gravi.  La fine è avvenuta contro un muretto, a Donnalucata. Il destino spietato, come detto, si è compiuto nel ragusano, dove il 3 settembre doveva ritirare il Premio Ragusani nel Mondo. Nell’impatto è rimasta illesa la 29enne fidanzata cinese di Salvatore.

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