Il premier al 22%. Sinistra a +9%, governo in caduta libera. Harakiri Tremonti: perde 17 punti in due mesi

Umberto Bossi e Silvio Berlusconi

L’arroventata estate politica del 2011 consegna al centro-sinistra un margine ancora più ampio, nelle intenzioni di voto, rispetto a quello su cui poteva contare a giugno. E’ salito da sei a quasi nove punti il vantaggio di Pd, IdV e Sel su Lega e PdL. Ma i dati dell’Atlante Politico di Demos mostrano come la miscela di insoddisfazione politica e incertezza economica, in questa fase, renda più problematiche le previsioni per il futuro.

La presentazione della manovra finanziaria (con la successiva girandola di correzioni ed emendamenti) ha contribuito, assieme a nuovi e vecchi scandali politico-giudiziari, a movimentare il clima politico anche nel mese di agosto. Gran parte dell’opinione pubblica (69%) esprime un giudizio negativo sulla manovra proposta e ha ormai maturato la convinzione che a pagare saranno, alla fine, soprattutto i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e i pensionati.

L’indagine registra, perciò, una ulteriore caduta di consenso per il governo (dal 27 al 22%) e per i leader della coalizione di centro-destra: una tendenza che arriva ora a coinvolgere anche il ministro dell’economia Tremonti (che perde quasi diciassette punti, fermandosi al 38%). Ma diminuisce anche la fiducia dell’opinione pubblica per l’opposizione (dal 25 al 20%) e i suoi esponenti: per tutti salvo Di Pietro, che cresce rispetto ai primi mesi di quest’anno (39%) e nella graduatoria dei leader precede di misura Vendola e Tremonti (entrambi in netto calo).

In questo quadro, le attese per il futuro appaiono meno chiare di quelle prospettate dal precedente sondaggio. Le previsioni degli elettori sull’esito delle prossime consultazioni politiche vedono ancora in testa il centro-sinistra (47%), che prevale nettamente sul centro-destra (27%). Ma è cresciuta di oltre dieci punti l’area di intervistati (25%) che si dicono incerti o prevedono la vittoria di un’altra coalizione.

Le intenzioni di voto rispecchiano queste tendenze, anche se con un’evoluzione più lenta. Si riducono, in modo significativo, le preferenze per le due forze di governo: Pdl (25.3%) e Lega Nord (9.8%) perdono circa un punto ciascuno, mentre si contrae il gradimento dei rispettivi leader, Berlusconi e Bossi, curiosamente appaiati al livello più basso (22-23%). L’indebolimento della coalizione di centro-destra è dovuto soprattutto alla disaffezione di alcuni settori del suo elettorato che appaiono, per ora, molto incerti o orientati all’astensione.

Le difficoltà della coalizione di governo sono state solo in parte capitalizzate dalle forze di opposizione, che a giugno erano cresciute in virtù dei recenti successi alle amministrative e al referendum. Il Pd, con una sostanziale stabilità nelle intenzioni di voto (29.5%), mantiene il primato fra i partiti, mentre si conferma un relativo ridimensionamento dello spazio elettorale di Sel (5.3%).

Crescono invece nettamente i consensi per l’IdV (9.2%), che ha saputo probabilmente interpretare con maggiore efficacia la protesta contro la manovra economica. Restano sostanzialmente stabili, infine, le intenzioni di voto per il Terzo polo: la flessione di Fli (3.3%) è compensata dalla crescita dei consensi per l’Udc (7.4%).

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