Perez ha bloccato il trasferimento ma con l’arrivo di Neymar al Real non ci sarà più spazio per Ricky

Kakà

«Mister X era Aquilani, mister Y è rimasto a Madrid». Così giovedì sera Adriano Galliani ha chiosato sul mercato appena concluso del Milan. L’arrivo dell’ex Liverpool – unito a quello last minute di Nocerino il 31 ago­sto – ha definito la rosa rosso­nera fino al 31 dicembre.

Poi qualcosa potrà nuovamente accadere perché la storia re­cente del club di via Turati in­segna che nel mercato di ri­parazione c’è sempre qualco­sa di buono da acquistare e soprattutto di redditizio. Ec­co perché quel «mister Y è ri­masto a Madrid» potrebbe es­sere accompagnato da un «per ora…». E naturalmente l’ad rossonero non si riferiva a Lassana Diarra, il giocatore individuato come possibile al­ternativa sia ad Aquilani sia a Flamini (infortunatosi gra­vemente e rimpiazzato poi da Nocerino), ma a un certo Kaká.

Al di là dei possibili discorsi uffi­ciali, Kaká è stato davvero vi­cino a un ritorno al Milan. Proprio Galliani a inizio mer­cato aveva parlato a tecnico, senatori della squadra e diri­genza spiegando che il ritorno del Bambino d’oro era molto difficile, ma di tenersi comun­que pronti all’eventualità per­ché la società, in caso di giuste circostanze, non si sarebbe ti­rata indietro. Da febbraio in poi Silvio Berlusconi ha co­stantemente aperto le porte a un suo ritorno ogniqualvolta ha parlato di Milan.

Galliani stesso, ha sì ribadito le diffi­coltà economiche dell’opera­zione, ma non ha mai chiuso completamente la porta, di­vertendosi per tutta l’estate a canticchiare il coro che la Sud gli aveva dedicato. E poi – da non sottovalutare – le dichia­razioni dei giocatori: nessuno, da Ambrosini a Thiago Sil­va, passando per Gattuso, ha bocciato il possibile ritorno.

Il Milan aveva anche trovato l’accordo, sia con il Real Ma­drid (prestito gratuito con ri­scatto a 15/20 milioni nel 2012) sia con l’entourage del giocatore (stipendio ridotto da 10 a 6 milioni più bonus, con buona pace di papà Bosco). Ma allora cosa è successo? Un no di Mourinho? No, nono­stante le frasi “d’amore” dello Special One a tirarsi indietro è stato Florentino Perez, dap­prima convinto a liberarsi di un giocatore scomodo nello spogliatoio, poi deciso a non svalutare il secondo più costo­so acquisto della sua nuova era al comando del Real.

© Riproduzione Riservata

Commenti