Il Paese nel baratro, la politica fa finta che nulla stia succedendo: il dovere di pretendere un cambiamento

Tremonti "rapina" gli italiani

Stiamo vivendo giorni tormentati, rischiamo il tracollo finanziario, eppure in questo scorcio di inizio settembre quasi non ci accorgiamo di quello che sta accadendo nel nostro paese.

Gli italiani come se nulla fosse accaduto ed incuranti della spada che pesa sulla loro testa se ne vanno al mare, alle sagre di paese, e continuano a coltivare antiche passioni  e odi. E la classe politica è stata la prima a dare l’esempio. Finita l’emergenza ha finto che nulla fosse accaduto. Subito sono ricomparse le divisioni. Ognuno ha ripreso a curare il proprio orticello, a far vedere di essere il più bravo. Le polemiche sono diventate infinite e tutto si è fatto eccetto quello che sarebbe necessario fare per impedire che la speculazione ci divori e ci risucchi in un vortice da cui potremmo non uscire più.

Ognuno alza il dito contro l’altro. Il governo diviso nella sua compagine contro l’opposizione; l’opposizione contro il governo; i cittadini contro la casta. Ma coerentemente con la nostra storia politica nessuno in fondo fa niente. I cittadini invece di pretendere un cambiamento radicale e più sobrietà e concretezza in politica e di chiedere il conto ad una classe politica marcia da destra a sinistra, hanno preferito andarsene al mare (anche se da pendolari!), e fingere che nulla sia accaduto!

La maggioranza piuttosto che tassare i ricchi e colpire gli evasori preferisce inventarsi ogni giorno una nuova manovra. L’opposizione non propone ed è invischiata in una marea di polemiche.

Il Presidente della Repubblica a tal punto solerte sul caso Libia da imporre la nostra entrata in guerra,  si limita invece sul pacchetto di misure per arginare la crisi a fare  da pacificatore, e non inchioda nessuno alle proprie responsabilità. Sembra che tutti stiano lavorando per fare precipitare l’Italia in un buco nero da cui non uscirebbe più.

Può esserci ci domandiamo una politica peggiore di questa? E come si fa ad uscirne?  Certo non standosene a casa con le mani in mano. Possiamo uscire da questa situazione solo riprendendoci in mano il nostro futuro. I cittadini italiani che ancora amano il loro paese e, che sono stati costretti in questo mese a vedere questo spettacolo indecoroso, dovrebbero decidersi a protestare pacificamente contro questa politica irresponsabile, che tutto fa eccetto che svolgere il proprio ruolo.

L’Italia ha bisogno di una svolta e questa, diciamocelo con chiarezza!, non viene né dalla destra né dalla sinistra. Quelli che oggi vediamo in televisione non sono dei politici, ma la degenerazione  della politica e non rappresentano neanche i loro partiti. Non hanno storia e spesso non hanno ideologia. Rappresentano male purtroppo il partito da cui vengono e sono solo dei contenitori vuoti mossi solo dalla logica della difesa del proprio orticello.

Per uscire da tutto questo serve amor  patrio. Gli italiani, a cominciare da domani, dovrebbero avere il coraggio di scendere i piazza e di chiedere non leggi vessatorie per combattere l’evasione fiscale, ma leggi giuste per tutti. Ecco dovrebbero scendere in piazza e pretendere che tutti paghino. Dovrebbero scendere in piazza e chiedere che chi si è arricchito rubando i soldi dello stato, paghi. Dovrebbero scendere in piazza per chiedere il ridimensionamento degli stipendi dei manager pubblici. Dovrebbero scendere  in piazza per pretendere la fine dei carrozzoni politici. Dovrebbero scendere in piazza per chiedere la fine dello sperpero di milioni e milioni di euro in progetti inutili. Dovrebbero scendere in piazza per chiedere più istruzione, più giustizia sociale  e misure per la crescita.

Non credo personalmente alla propaganda di questo o di quel partito. Sono dell’avviso che solo se in Italia matura una nuova coscienza e una nuova cultura politica  e una nuova visione del futuro potrà esserci la speranza di uscire più forti! Tutti noi credo siamo chiamati a questo. Non a stare a casa comodamente seduti nelle nostre poltrone. Sta a noi, visto che non lo fa la politica, costruire una nuova Italia!

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