Disco verde all’emendamento sulla “Spending review”, che prevede la revisione integrale della spesa pubblica

ancora correttivi nella manovra

Via libera alla “Spending review”, ovvero la revisione integrale della spesa pubblica. La commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento alla manovra. La “Spending review” getta le basi per l’accorpamento degli enti di previdenza pubblici, l’integrazione delle agenzie fiscali, il coordinamento delle forze dell’ordine e la riorganizzazione dei consolati. Si prospetta quindi la creazione di un super Inps.

Il programma dovrà contenere inoltre la “razionalizzazione dell’organizzazione giudiziaria civile, penale, amministrativa, militare e tributaria a rete, la riorganizzazione della rete consolare e diplomatica”. Sulle forze dell’ordine il testo originale della proposta del senatore del Pd Morando prevedeva l’accorpamento, ma nella riformulazione si parla invece di “coordinamento” delle loro attività.

La norma prevede inoltre che, al fine di consentire alle Amministrazioni centrali di “pervenire ad una progressiva riduzione della spesa corrente primaria in rapporto al Pil, nel corso degli anni 2012 e 2013, nella misura delle risorse finanziarie che si rendono disponibili” , le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun ministero “sono ridotte, rispettivamente, fino all’1% per ciascun anno rispetto alle spese risultanti dal bilancio consuntivo relativo all’anno 2010 e le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun ministero, previste dalla legge di bilancio, relative agli interventi, sono ridotte fino all’1,5%”.

Nello stesso biennio è previsto che le dotazioni finanziarie per le missioni di spesa dei ministeri previste dalla legge di bilancio relative agli oneri comuni di parte corrente e di conto capitale sono ridotte fino allo 0,5% per ciascuno dei due anni. Mentre per il triennio 2014-2016 viene stabilito che “la spesa primaria del bilancio dello Stato può aumentare in termini nominali, in ciascun anno, rispetto alla spesa corrispondente registrata nel rendiconto dell’anno precedente, di una percentuale non superiore al 50% dell’incremento del Pil previsto dal Def”.

Per il quinquennio 2012-2016 infine, “nel rispetto dell’invarianza dei saldi di finanza pubblica, possono essere rimodulate le dotazioni finanziarie di ciascuno stato di previsione”. “Grazie all’iniziativa dell’opposizione la manovra si è rafforzata dal lato della riduzione della spesa, indicando per la prima volta un metodo che vincoli la riduzione della spesa”, ha sottolineato Morando.

Il Fisco potrà recuperare le somme non riscosse dal condono tombale del 2002. In particolare sarà possibile intervenire coattivamente al “recupero delle somme dovute e non corrisposte, maggiorate degli interessi maturati, anche mediante l’invio di un’intimazione a pagare quanto concordato e non versato alla prevista scadenza”, entro il termine perentorio del 31 dicembre 2011. Lo prevede l’emendamento del Pd alla manovra, accolto dal governo e approvato in commissione Bilancio al Senato.

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