Monito del presidente della Repubblica: “impegno bipartisan e governance europea per uscire dalla crisi”

Giorgio Napolitano

Dall’ingresso nell’Euro “l’Italia non ha tratto le conseguenze sperate”: ad ammetterlo è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo intervento al workshop Ambrosetti di Cernobbio. “Negli ultimi 10 anni – ha proseguito il capo dello Stato – la crescita ha ristagnato e c’è stato un andamento non positivo per la produttività”. Napolitano ha poi auspicato un “impegno comune” per un rapido varo della Manovra.

L’Italia, ha spiegato Napolitano, ha fatto “scelte coraggiose come la rinuncia all’autorità monetaria” e l’ingresso nel’euro, ma a 10 anni di distanza si può dire che questa decisione non abbia portato i frutti sperati. Il motivo, secondo il capo dello Stato, è che altre scelte “sono mancate”. Ad esempio, rilevato il presidente della Repubblica, “si è ritardato ed esitato ad affrontare il vincolo che doveva essere allentato e sciolto dell’indebitamento pubblico. La conseguenza è che “nei 10 anni dall’ingresso dell’euro” si è sentito questo peso. Ciononostante, “è interesse di tutti salvaguardare l’euro”, perché “bisogna avere la consapevolezza che l’interesse dell’Europa coincide con quelli dei singoli membri”.

Per uscire dalla “criticità” di questo momento, Napolitano auspica quindi che sia varato “entro il semestre di presidenza polacca europea il pacchetto di governance economica”, così come le misure anticrisi. E questo “senza incertezze e riserve tali da produrre instabilità”.

Napolitano ha quindi parlato della Manovra, invitando i partiti a un impegno comune per una rapida approvazione delle misure necessarie, avvertendo però che è necessario “ora e nel prossimo futuro, con chiarezza e certezza di intenti e di risultati, al di là di ogni inclinazione nociva”, compiere le mosse necessarie per il raggiungimento dei risultati del Paese, anche per evitare l’insorgere di “antiche diffidenze”. Perché “le preoccupazioni per l’eccesso di conflittualità fra partiti, e per la forte pressione che calcoli elettorali esercitano sulle loro posizioni, sono il mio pane quotidiano”.

Sul governo, infine, il presidente della Repubblica ha rilevato come “finché ha la fiducia del Parlamento, comunque agisca, io non posso sovrappormi non solo di fatto, ma nemmeno con l’idea di un esecutivo diverso”. Ciò che è in suo potere fare, invece, “è ogni sforzo perché, pur nell’attuale situazione di contrapposizione tra maggioranza e opposizione e tensione tra forze politiche e sociali, si realizzi un clima di maggiore confronto”.

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