Sfogo dell’attore: “produttori influenti?Macché, nessuno sponsor alle spalle. Siamo io e Marchetti”

Ezio Greggio e Anna Falchi

Che ci fa Ezio Greggio sul red carpet della Mostra del cinema, sullo stesso tappeto rosso che stasera calpesterà George Clooney? Perché direttore e responsabili hanno scelto il film del conduttore di «Striscia la notizia», «Box Office in 3D», per preinaugurare il festivalone? Gli addetti ai lavori storcono il naso, al Lido scoppia la prima polemica.

E in verità è bizzarro che una parodia per platee familiari conquisti uno spazio tanto prestigioso. Il direttore Marco Muller minimizza da par suo: «Siamo amici da tempo, da quando quei buontemponi di ”Striscia” mi consegnarono un Tapiro d’oro, e il film è divertente». Naturalmente Greggio non si fa intimidire dalla levata di scudi generale: «Se i critici avranno la bontà di venirmi a vedere li farò sbellicare. Nel mio film non c’è traccia di volgarità e chi ama il cinema spiritoso non sarà deluso. Entro alla Mostra dalla porta principale e sono contentissimo. Non ho avuto raccomandazioni politiche, grazie al mio nome e alla mia carriera non ne ho bisogno, sarei il primo a scandalizzarmi se fosse andata diversamente. Invece se sono qui è perché credo di aver fatto un buon film».

Produttori influenti? «Macché, i produttori siamo io e Guglielmo Marchetti e non abbiamo alcuno sponsor alle spalle». Sulla passerella la popolarità di Ezio Greggio si tocca con mano, la gente si spella le mani per lui e per il suo gruppo di attori con una svettante Anna Falchi vestita di rosso, in sala si entra gratis e c’è il pienone. «Credo di essere stato invitato alla Mostra anche sull’onda del rinnovato successo della commedia, e sì che me ne intendo, da dieci anni mi occupo del festival della commedia di Montecarlo con grande soddisfazione» continua il comico.

«E poi io il cinema lo amo davvero, per me è un impegno serio e questo, lo ripeto, è un bel film, con un 3D che non ti aspetti, dal punto di vista tecnico non ha nulla da invidiare a certe fetecchie americane». Aspettando di scendere in campo, George Clooney, il più divo dei divi che a frotte invaderanno il Lido quest’anno, è arrivato con un giorno di anticipo con il solito gruppo di amici in prevalenza maschile al Cipriani, il suo buen retiro veneziano. Stasera toccherà a lui inaugurare in pompa magna una rassegna che per ricchezza di titoli e di personaggi dello star system promette scintille.

Lo farà con «Le Idi di marzo», un film su potere, elezioni, colpi bassi della politica e macchina del fango: argomenti attualissimi da cui, fa sapere, nella realtà è meglio tenersi prudentemente lontani. «Non mi candiderò mai», dichiara mister Clooney in una delle tante interviste rilasciate alla vigilia della Mostra: troppi compromessi da affrontare, troppe responsabilità verso chi ti ha eletto e fatto votare.

«Un uomo perfetto», sospira Vittoria Puccini, la madrina di quest’anno: «Bello, intelligente, di talento e perfino impegnato. Non mi è andata poi così male». Al Lido l’attrice arrivata al successo con «Elisa di Rivombrosa», si comporta come le colleghe superstar e fa sapere di non accettare domande sulla sua vita privata (ovvero non vuole sentirsi chiedere se ama ancora il padre di sua figlia, Alessandro Preziosi, o se gli preferisce il collega Claudio Santamaria, come spettagolano i rotocalchi, e non si può darle torto).

In compenso è prodiga di particolari sul discorso che ha preparato per aprire la Mostra della 68esima edizione: «Mi baserò sui miei ricordi al festival, la prima volta mi sentivo come una scolaretta capitata in un posto molto più grande di me». In platea ci saranno Gianni Letta e il ministro della Cultura Galan, sul tappeto rosso Monica Bellucci e Vincent Cassel. Poi tutti a cena sulla spiaggia dell’Excelsior, con un menù mare e monti buono per tutti i gusti.

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