Sul web i 251.287 cablogrammi diplomatici in possesso di Assange. In tremila si parla di politica italiana

Julian Assange

Il sito Wikileaks ha annunciato di aver pubblicato online tutti e 251.287 i cablogrammi diplomatici americani in suo possesso. I documenti sono consultabili con l’aiuto di parole chiave, ha annunciato Wikileaks su Twitter, e sarebbero stati diffusi integralmente senza la censura preventiva di alcuni nomi di persone.

Nelle scorse ore Wikileaks aveva minacciato di diffondere la versione integrale dei dispacci, malgrado le cautele delle organizzazioni dei diritti umani e degli Stati Uniti sul rischio che ciò potrebbe rappresentare per le persone citate. Finora, Wikileaks aveva rivelato in varie riprese parte dei cablogrammi diplomatici a sua disposizione. Aveva pubblicato una prima serie di circa 20mila documenti a partire dalla fine dello scorso anno.

Sono circa 2970 i documenti del Dipartimento di Stato Usa provenienti dalle sedi diplomatiche statunitensi in Italia, per lo più dall’ambasciata a Roma. Una settantina di questi provengono invece dai consolati Usa di Napoli, Milano e Firenze. I documenti abbracciano un arco di tempo di 22 anni, dal 25 agosto 1988 al 26 febbraio 2010.

I giornali ex partner di Wikileaks nella prima pubblicazione dei cablogrammi del Dipartimento di Stato hanno criticato con forza la decisione di mettere online il resto dei documenti senza preventive censure.

“Deploriamo la decisione di pubblicare i cablo non editati che può mettere a rischio la vita delle fonti”, hanno indicato Guardian, New York Times, El Pais e Der Spiegel in un comunicato congiunto. “Difendiamo quel che abbiamo fatto in collaborazione con Wikileaks ma siamo uniti nel condannare la non necessaria pubblicazione dei dati completi”, scrivono i quattro giornali secondo cui “la decisione di pubblicare da parte di Julian Assange è stata sua e sua soltanto”.

Dopo la pubblicazione online di tutti i 251.287 cablogrammi diplomatici americani, lo staff di Wikileaks ha invitato tutti a dare il proprio contributo nella ricerca di notizie. “Twittate le vostre scoperte. L’intera stampa mondiale è sostanzialmente faziosa”. Sempre su Twitter, il sito di microblogging, lo staff sta annunciando i dispacci riguardanti i diversi Paesi del mondo in cui hanno sede le ambasciate americane.

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