Il Prefetto di Messina abbandona lo spettacolo, l’eurodeputato Sonia Alfano gli scrive una lettera

Francesco Alecci e Sonia Alfano

L’eurodeputato Sonia Alfano ha inviato una lettera al Prefetto di Messina, dott. Francesco Alecci, in riferimento alla decisione del Prefetto di abbandonare una manifestazione dal titolo “La mafia non esiste”.  

“S.E. Le scrivo in relazione a quanto accaduto durante la manifestazione “La mafia non esiste!”, svoltasi il 23 u.s. presso l’Atrio del Carmine del Comune di Milazzo.

Il Suo atteggiamento – scrive Sonia Alfano – ha destato in molti, tra i presenti, la convinzione, per nulla azzardata, che qualcosa possa averLe arrecato fastidio o imbarazzo. Probabilmente le parole del giornalista Antonio Mazzeo, e in particolar modo il racconto dei rapporti tra “Saro C” (Rosario Pio Cattafi, personaggio noto alle forze dell’ordine e all’a.g. e di recente accusato per l’ennesima volta da un collaboratore di giustizia quale ‘capo dei capi’ della mafia barcellonese) e l’attuale Procuratore generale di Messina (dott. Antonio Franco Cassata, magistrato chiacchieratissimo da sempre e raggiunto anch’egli, secondo indiscrezioni di stampa, dalle accuse rese da ultimo alla D.d.a. di Messina, a conferma di tante altre, dallo stesso collaboratore di giustizia). Non si spiegherebbe altrimenti il Suo improvviso, prematuro e inaspettato abbandono della manifestazione.

Non vorrei fare dietrologia, ma la sensazione è stata questa, anche in capo ad altri personaggi istituzionali lì presenti oltre a me. Per questo motivo Le scrivo chiedendo un chiarimento ufficiale.

Ritengo che un rappresentante delle istituzioni repubblicane abbia il dovere, sempre, di garantire i diritti costituzionali: in questo caso il diritto alla libera espressione. I fatti citati dal giornalista Mazzeo risultano essere veritieri e nient’affatto calunniosi, e quindi non riconosco nel suo discorso alcun plausibile motivo per applicare una qualsivoglia censura o, da parte Sua, avvertire alcun impaccio.

In qualità di Prefetto, Lei avrebbe dovuto tributare maggiore attenzione alla sensibilità di tutti i presenti (primi fra tutti i numerosi familiari di vittime innocenti di mafia che assistevano alla manifestazione nelle prime file, a poche decine di centimetri da Lei) e, qualora i motivi per abbandonare il Suo posto riservato alle autorità fossero stati imprescindibili, avrebbe dovuto successivamente renderli noti agli organizzatori. Tutto questo non è avvenuto, e me ne dolgo in qualità di cittadina, di rappresentante delle istituzioni e di familiare di una vittima innocente della mafia, caduta proprio in quella Barcellona Pozzo di Gotto che paga pegno alla presenza sul proprio territorio di quel Cattafi e dei suoi storici protettori istituzionali.

Quello che mi auguro è che Lei voglia dimostrare la Sua buona fede ed il Suo rammarico per l’abbandono della manifestazione antimafiosa, fornendo una spiegazione a quanti sono rimasti delusi da un atteggiamento che al momento risulta unicamente offensivo per i tanti cittadini onesti che partecipavano credendo di avere fra loro un Prefetto della Repubblica che, in quanto tale, era per loro il rappresentante dello Stato e dell’ordine pubblico nella provincia di Messina e non il tutore morale di un immorale magistrato”.

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