L’1 settembre 2004 la scomparsa della bambina. Piera Maggio: “non mi arrendo, diamo senso all’ingiustizia” 

Denise Pipitone

Sette anni di vana attesa, sette anni di speranza, tra possibili avvistamenti e le bugie di chi qualcosa sa ma non vuole parlare.

Con il suo indomito coraggio la madre di Denise Pipitone, la bimba scomparsa il primo settembre di sette anni fa da Mazara del Vallo (Trapani), lancia un appello a tutti i genitori europei che hanno subito il sequestro o una tragica violenza sui figli minori, “affinchè insieme possiamo realizzare un comitato di promozione per il lancio della task force internazionale per le ricerche dei minori scomparsi”. L’appello di Piera Maggio è contenuto in una lettera pubblicata sul blog cerchiamodenise.it nel giorno dell’anniversario del rapimento.

“Chi vi scrive è una madre che sta soffrendo, proprio come tutti voi – si legge nella missiva – Il mio dolore è quello di avere perso una figlia, sottratta da una mano ignobile che ha colpestato i diritti della mia piccina e l’ha portata via dall’affetto dei suoi cari. Mi rivolgo a voi genitori che avete subito il sequestro di un figlio minorenne o che avete subito la tragedia della sparizione seguita dall’omicidio di un vostro piccino”.

Nei mesi scorsi Piera Maggio è stata ricevuta in Commissione europea a Bruxelles, dove ha esposto il suo progetto. “Vorrei chiedere a tutti voi – prosegue la donna rivolgendosi ai genitori europei che soffrono come lei – di dare un senso all’ingiustizia che avete subito aiutandomi a costituire un comitato per la promozione della task force. Ho lavorato molto insieme ai miei collaboratori per cercare di creare nuovi orizzonti e non abbandonare mai la speranza, pertanto oggi chiedo di essere uniti e di vincere le resistenze che un singolo genitore viene a incontrare nel suo disperato tentativo di cambiare le cose”.

La madre di Denise è convinta che “se non ci uniamo rimarremo casi isolati, gocce nel mare e persi nel nostro dolore; invece unendo le nostre forze possiamo fare molto ed è questo che vi chiedo. Mettetevi in contatto con me, attendo con fiducia una vostra risposta”.

Che fine ha fatto Denise? E’ viva? E’ ancora tra noi. Tanti interrogativi ma nessuna risposta, e la forte tentazione di pensare che chiunque l’abbia portata via potrebbe solamente meritare la pena di morte. Unica condanna che sia in grado di esprimere, a suo modo, un senso di crudeltà estrema, forse nemmeno lontanamente pari al barbaro gesto di rubare una bambina di 4 anni alla propria madre.   

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