Manovra: nella dichiarazione anche i rapporti con le banche. Resta supertassa statali. Enti locali in rivolta

stretta sull'evasione?

Dopo la retromarcia sulla stretta che vanificava gli anni di università e militare per la pensione, il governo studia nuove alternative e rispunta l’ipotesi di un aumento dell’Iva. Si studia anche la trasformazione di oltre tremila parafarmacie in vere e proprie farmacie per recuperare un miliardo.

Confermata l’abolizione del contributo di solidarietà, che resta però in vigore come già previsto per i dipendenti pubblici. Ritirata l’ipotesi di bloccare il riscatto di laurea e militare per le pensioni, si fanno nuove ipotesi, ma il nodo rimane quello delle coperture che potrebbero arrivare con nuove norme di lotta all’evasione. Per i grandi evasori arriva il carcere. Le dichiarazioni dei redditi saranno pubblicate on line. La manovra dovrebbe arrivare in aula la prossima settimana, ma uno slittamento non è escluso.

Vertice di maggioranza al Senato. Al gruppo del Pdl di palazzo Madama si sono riuniti il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, il sottosegretario all’Economia, Luigi Casero, il capogruppo di Coesione nazionale, Pasquale Viespoli, e il relatore del provvedimento Antonio Azzollini.

Per i reati fiscali «qualora l’imposta evasa o non versata sia superiore a 3 milioni di euro non trova applicazione l’istituto della sospensione condizionale della pena» prevista dal codice penale. È quanto prevede l’emendamento firmato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti e dal relatore Antonio Azzollini depositato in Senato.

I Comuni potranno pubblicare sui loro siti i «dati relativi alle dichiarazioni» dei redditi. Lo prevede un emendamento alla manovra. I comuni incasseranno tutte le somme recuperate nella lotta all’evasione, nell’ambito della loro partecipazione all’attività di accertamento. L’emendamento Azzollini-Tremonti alla manovra bis raddoppia la quota appannaggio dei Comuni per incentivarne la partecipazione alla lotta all’evasione rispetto al 50% previsto dal decreto sul federalismo fiscale municipale del marzo scorso che a sua volta aveva elevato l’incasso dal 33% previsto in precedenza. «I consigli tributari presso i Comuni riceveranno i dati dalle agenzie delle entrate e avranno una funzione di controllo. In Italia ci sono otto mila Comuni e molte auto di lusso rispetto a quanto si dichiara nelle dichiarazioni dei redditi», ha detto Tremonti. Le risorse che arriveranno dalle nuove misure di lotta all’evasione sono «pari a quanto avremo preso dal contributo di solidarietà». Il gettito derivante dalla Robin Hood tax «va agli enti locali».

L’emendamento presentato dal Governo e dal relatore prevede «l’indicazione nelle dichiarazioni dei redditi delle banche con cui si hanno rapporti – ha detto Giulio Tremonti parlando in Senato – E’ una norma che c’è nel resto d’Europa. L’Agenzia delle Entrate può procedere, sulla base di questi dati, sentite le Associazioni di categoria degli operatori finanziari per le tipologie di informazioni da acquisire, alla elaborazione di specifiche liste selettive di contribuenti da sottoporre a controllo».

«Date per accolto l’emendamento Morando – ha aggiunto Tremonti, mostrando ai cronisti l’emendamento presentato dal Pd (a firma Finocchiaro e Morando) per la «revisione integrale della spesa pubblica», la cosiddetta spendig review, dicendo appunto che la modifica chiesta dai democratici si può dare «per accolta».

Emendamento parafarmacie per recuperare un miliardo. La proposta prevederebbe un esborso volontario di circa 300 mila euro per le oltre tremila parafarmacie italiane per ottenere una licenza di vendita dei farmaci. «È una liberalizzazione volontaria ma al momento resta un’ipotesi su cui stiamo lavorando», spiegano fonti di maggioranza.

«I nuovi testi presentati sono assolutamente non soddisfacenti e inaccettabili. Contiamo di avere ascolto anche in sede parlamentare – ha detto Gianni Alemanno al termine di un incontro tra la delegazione dell’Anci e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani – Se non c’è la fiducia c’è la possibilità di costruire in Parlamento anche delle modifiche sostanziali. Così come lunedì hanno manifestato insieme i sindaci di centrodestra e centrosinistra, adesso il nostro appello a rivedere la manovra dando respiro agli enti locali, è rivolto veramente a tutti. Il sistema dei comuni si rivolge a tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e di opposizione: dobbiamo trovare una soluzione perchè ne va del destino degli italiani e di loro diritti». E se le richieste non venissero accolte? «Adesso dobbiamo batterci – ha detto – perchè le richieste vengano accolte: ora andiamo a Palazzo Chigi, presenteremo tutta la nostra preoccupazione e le nostre richieste di modifiche». Da parte di Alemanno, infine, un commento sulla sede del Pd che visitava per la prima volta: «E’ una bellissima sede, molto prestigiosa».

Bersani: mettono le mani in tasca agli italiani per procura. Il governo «sta dando una botta micidiale alla condizione dei cittadini riducendo i servizi o facendo in modo che i servizi costino di più, perchè i tagli si scaricano da parte degli enti locali con una maggiore pressione fiscale. Quindi quando Berlusconi dice ‘non metto le mani nelle tasche degli italianì, gliele fa mettere agli altri per procura. Questo ormai i cittadini lo hanno capito: è l’ora di finirla – ha detto il segretario del Pd al termine dell’incontro con i rappresentanti dell’Anci e dell’Upi – Gli enti locali non sono la malattia, possono essere la medicina. Naturalmente bisogna risparmiare sulle spese istituzionali, ma bisogna usare il sistema locale per fare un po’ di investimenti e dare un po’ di lavoro. Noi siamo per fare le riforme che riducano le spese di gestione degli enti locali e dei sistemi collegati ad essi ma siamo anche per cancellare i tagli che incidono sugli investimenti e la gestione dei servizi e per coprire i soldi che mancano nella manovra con la richiesta di un contributo ai condonati e con una imposta sui grandi patrimoni immobiliari. Non si scomodino altre ricette improbabili».

Regioni pronte alla rivolta. Le ultime tre manovre «propongono uno squilibrio inaccettabile e incomprensibile tra il peso dei tagli sullo stato centrale e le regioni, uno squilibrio che comporta conseguenze pesanti su cittadini, investimenti e servizi», ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. «Il governo sa – ha aggiunto – e noi ribadiamo che le regioni hanno sempre tenuto un atteggiamento serio e responsabile. Non vogliamo scontri ma il governo deve mettersi al tavolo per discutere i cambiamenti di qualità alla manovra, altrimenti il conflitto sarebbe una scelta unilaterale».

All’attacco anche i governatori del Pdl e della Lega. Quello che chiediamo al governo «è un segnale di modifica, di volontà di migliorare» la manovra. Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia. «Ora lo Stato deve mettere le mani su se stesso. Abbiamo uno Stato ricco, metta in vendita il suo patrimonio», ha sottolineato il governatore della Lombardia. «La manovra va fatta in tempi rapidi – ha aggiunto – ma non deve mettere le mani in tasca ai cittadini. Lo Stato deve prima dimagrire se stesso e poi chiedere sacrifici ai cittadini». «Avremo una interlocuzione con il Governo perché ci sia una riduzione dei taglia alle Regioni. Il governo spesso ha dato segnali in questo senso. C’è la volontà del Governo e delle Regioni ad ottenere riduzioni dei tagli agli Enti locali. I tagli ai costi della politica sono giusti e sembra che si stia facendo qualcosa in questo senso», ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota.

«La manovra risulta insostenibile perché agganciata a due precedenti manovre che già di fatto hanno reso difficile, se non impossibile, per le Regioni continuare ad esercitare le prerogative che la Costituzione le assegna in particolare sui servizi, ricordo il trasporto pubblico locale sul quale ancora non abbiamo ottenuto le risposte che ci aspettavamo e sulla quale avevamo avuto garanzie dalla precedente manovra – ha detto il presidente della Regione Lazio Renata Polverini – La manovra va rivista. Non è accettabile nemmeno la riduzione del taglio proposta dal governo. Tanto più non si capisce con quali e su quali risorse interviene sui vari livelli istituzionali».

«Dopo avere smantellato nel giugno 2008 tutte le misure introdotte dal governo Prodi, la Lega sempre più in difficoltà lancia proclami roboanti e vuoti contro l’evasione fiscale. In realtà, il governo e la maggioranza si preparano a fare l’ennesimo condono, esplicito o mascherato da “concordato fiscale” – dichiara Stefano Fassina, responsabile economico del Pd – I condoni fiscali o edilizi sono l’acido che corrode la legalità. L’Italia deve girare pagina sul piano etico prima che economico. L’allineamento alla disciplina europea non può riguardare soltanto il pareggio di bilancio. Deve riguardare anche l’evasione. Il Pd si opporrà con ogni mezzo possibile ad interventi di condono, espliciti o mascherati che siano».

«Questo governo inetto e incompetente fa il gioco delle tre carte con la manovra, sulla pelle dei cittadini e incurante dei rischi cui espone l’intero Paese – dice il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi – Il governo Berlusconi si è rivelato il peggiore nella storia repubblicana ed è ora che vada a casa e liberi il Paese, per permettergli di rilanciarsi in campo economico, sociale, politico e morale».

«La seconda rata degli emendamenti del governo porta in dono il mantenimento di tutte le province, piccole o grandi che siano. Si tratta dell’ennesimo passo indietro che testimonia la debolezza di un governo paralizzato, perchè incapace di assumere decisioni utili al Paese anche se impopolari – dice il presidente dei senatori dell’Udc Gianpiero D’Alia – A nulla vale lavarsi la coscienza con la promessa di una futura soppressione delle province con legge costituzionale, visto che qualche tempo fa alla Camera le nostre proposte in materia sono state sonoramente bocciate dal tandem Lega-Pdl, con la collaborazione del Pd. Questa manovra somiglia purtroppo sempre più al festival delle occasioni mancate».

© Riproduzione Riservata

Commenti