Il pm ipotizza induzione alla prostituzione e violenza sessuale. Gli interessati querelano la marocchina

Karima El Mahroug

Hanno lavorato in estate. Quando il clamore del bunga bunga era sopito e il processo di Milano in pausa. Per mettere nero su bianco l’altra faccia messinese del Rubygate, vale a dire le accuse che provengono dalle dichiarazioni dell’ormai maggiorenne marocchina Karima El Mahroug, la “nipote di Mubarak” partita dalle parti di Taormina, da Letojanni, e improvvisamente sbocciata sulle prime pagine di tutto il mondo per le frequentazioni con Silvio Berlusconi.

Già perché “l’accusata” che deve rispondere del furto di un bracciale durante la sua parentesi messinese, quando ancora era minorenne, e ha già dato buca due volte ai giudici nei mesi scorsi rinviando tutto, in questa nuova inchiesta rimasta sotterranea per mesi, il numero di R.G. risale al 2009, è divenuta “accusatrice” inguaiando due delle tante persone che ha frequentato quando era esplosa come novella stella della vita notturna messinese, girovagando tra una discoteca e l’altra.

Adesso, dopo una serie di accertamenti, un po’ di lavoro supplementare della polizia giudiziaria concluso in piena estate, c’è un atto di conclusione delle indagini preliminari che riguarda la titolare del centro estetico “Nail Art” che la ospitò per un paio di settimane nel 2009, l’imprenditrice Ester Fragata, e un giovane avvocato che la marocchina avrebbe frequentato in quel periodo, Goffredo Sturniolo. In questa fase è stata nominata per entrambi gli indagati come legale di fiducia l’avvocato Mariacristina Cuzzola.

L’atto in questione è siglato dal sostituto procuratore Federica Rende, e il magistrato contesta due ipotesi di reato diverse agli indagati: alla Fragata un tentativo di induzione alla prostituzione minorile (è il 600 bis c.p.) che sarebbe avvenuto tra il gennaio e il febbraio del 2009 all’interno del centro estetico, all’avvocato Sturniolo invece una serie di approcci sessuali (è il 609 bis c.p.) verso la ragazza, che si sarebbero consumati nel 2009: l’11 febbraio nel bagno del centro estetico e in auto, il 13 febbraio in una nota discoteca in pieno centro città e poi nella sua abitazione.

Secondo quanto scrive il magistrato dopo gli accertamenti estivi, ma nel fascicolo a quanto pare sono confluiti anche una serie di atti gestiti in precedenza dal pm dei minori Giuseppina Latella e anche dalla polizia giudiziaria del Tribunale dei minori, Ruby sarebbe stata “invitata” dalla Fragata ad assecondare le richieste di “massaggi particolari” o “altre prestazioni sessuali” di alcuni clienti del centro estetico, ma si sarebbe rifiutata, fuggendo in lacrime.

Il lungo verbale in cui Ruby, una sera, raccontò la sua verità a due ispettori di polizia, è datato 17 febbraio 2009. È quello il primo atto che ha portato alle clamorose novità di questi giorni. In quelle quattro pagine la marocchina parlò di tutto, dei suoi giri notturni, della permanenza al centro estetico, delle cene importanti, e anche del “gioco dei dadi” in casa dell’avvocato Sturniolo che si sarebbe rifiutata di fare, un gioco che prevedeva rapporti e prestazioni sessuali “a caso”. È proprio sulla base di quel verbale che pochi giorni dopo, il 3 marzo 2009, la polizia inviò a due procure, quella ordinaria e quella per i minorenni, una prima informativa di reato.

Ma i due indagati di questa nuova e clamorosa storia raccontano cose ben diverse. Contro queste dichiarazioni della marocchina sia la Fragata sia l’avvocato Sturniolo, accompagnati dai loro legali di fiducia, gli avvocati Nunzio Rosso e Nicola Giacobbe, nei mesi scorsi hanno presentato in Procura due distinte querele contro la diciottenne: la proprietaria del centro benessere per calunnia, false informazioni al pubblico ministero e favoreggiamento personale, il legale Sturniolo per calunnia.

In sostanza respingono con forza tutte le accuse della marocchina. La Fragata ha anche detto in un’intervista rilasciata al nostro giornale nei mesi scorsi che si tratta di affermazioni «deliranti» e che tutta questa storia «mi ha danneggiato parecchio». L’estetista ha presentato inoltre all’epoca una denuncia per il furto di un bracciale che custodiva in uno dei cassetti del centro benessere “Nail Art”, un “tennis” del valore di circa 3.000 euro che scomparve dopo la fuga di Ruby. Proprio per questo furto la diciottenne marocchina è attualmente sotto processo al Tribunale per i minori di Messina, ma per due volte ha disertato l’udienza davanti al gip Michele Saya. Tutto potrebbe anche concludersi con il perdono giudiziale.

L’avvocato Sturniolo nella sua querela ha raccontato per esempio di aver conosciuto Ruby in un ristorante del centro città nel febbraio del 2009, mentre la marocchina era in compagnia della Fragata, poi insieme si spostarono a casa del legale «per bere qualcosa e ascoltare musica», ma tutto finì lì perché «… dopo circa 20/30 minuti la Ruby manifestava apertamente di essere stanca, per cui la Fragata ha ritenuto di tornare a casa».

Sul gioco dei dadi Sturniolo è stato poi ancora più esplicito nella denuncia: «… escludo categoricamente che, nella predetta circostanza, abbia fatto uso dei “dadi” descritti dalla Ruby per il semplice motivo che non li ho mai avuti e dei quali sconoscevo (e sconosco) l’esistenza».

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