L’episodio è avvenuto il 15 agosto. Il Centro Ufologico Siciliano: “l’oggetto è reale, non è un velivolo noto” 

un ingrandimento dell'Ufo avvistato a Naxos

Un nuovo avvistamento Ufo nella zona jonica della Sicilia. Questa volta il protagonista di uno strano avvistamento è un turista francese in vacanza tra Taormina e Giardini Naxos. L’episodio è avvenuto il 15 agosto scorso ma soltanto adesso si è avuta notizia del fatto.

Alle ore 15:10 il turista ha notato in cielo uno strano puntino nero ed incuriosito ha deciso di scattare una serie di foto. Tornando in Francia ha quindi scaricato sul PC le foto nelle quali si notava proprio quello strano puntino nero (di cui vi proponiamo qui l’immagine ingrandita).

A quel punto l’uomo ha deciso di segnalare il caso al Centro Ufologico Siciliano, che dopo aver effettuato le opportune indagini e le verifiche del caso ha comunicato la notizia.

“Ci è pervenuta – afferma in una dettagliata relazione Salvatore Giusa, presidente del “CUS” (Centro Ufologico Siciliano) – una foto scattata con una fotocamera Panasonic DMC-FS35, ripresa il 15 Agosto 2011, alle ore 15:10 e 14 secondi. La foto è stata spedita presso la nostra casella di posta elettronica allegata alla seguente descrizione: «Ho scattato questa foto il 15 Agosto alle ore 15:10, ero in un albergo di Taormina quando ho visto un punto nero su Giardini Naxos (traiettoria: Catania Messina) a circa 2000-3000 metri. Ho fatto un zoom x20 a 5 milioni di Pixels; ma con in sole non si vedeva bene lo strano oggetto perché in controluce, pensavo fosse un’aquila oppure una vela. Quando sono rientrato in casa in Francia ho messo tutto sul computer ed è apparsa questa foto: molto strana, no?».

“L’autore – spiega Giusa – non si firma con nome e cognome, e quindi si garantisce la propria privacy. Seguendo alcune normali operazioni di computer grafica, si evince come il soggetto della foto appaia, in effetti, un soggetto estremamente interessante.

Prima di tutto il suo profilo, dotato di riflessi e di un contorno ben netto e distaccato dal fondo dell’immagine, inoltre, si nota la presenza di alcune strutture, che secondo le analisi sarebbero proprie dell’oggetto e non delle alterazioni dovute alla compressione dell’immagine.

Di cosa può trattarsi, non possiamo sapere, fatto è che tale oggetto risulta essere un oggetto reale e non un riflesso, della polvere o quant’altro. Il testimone ci riferisce che forse si potrebbe anche trattare di un uccello, forse di un rapace, ma la stranezza di tale foto è che se si dovesse trattare di un rapace, ciò non potrebbe spiegare la sua strana posizione orizzontale pur mantenendo le ali adese al proprio corpo (picchiata). Questo tipo di uccelli, infatti, proprio per le loro dimensioni, sono soliti chiudere le proprie ali solamente nelle picchiate, per avvicinarsi alle loro prede. Normalmente, invece, volano orizzontalmente, mantenendo le proprie ali aperte, per sfruttare le correnti ascensionali e muoversi così senza il minimo sforzo. Sembra improbabile, a questo punto, che la sagoma fotografata (a circa 1/200 di secondo), possa essere spiegata come l’immagine di un rapace. Pur considerando la possibilità di altri tipi di volatili, ne risulta che la forma e i contorni dell’oggetto, poco si accostano all’immagine di un volatile in volo.

L’immagine, purtroppo evidenzia la presenza di una compressione video molto elevata, le analisi che sono state eseguite, quindi, sono da ritenere non definitive su un soggetto che presenta una quantità di dati insufficiente per poter giungere ad una ipotesi conclusiva sulla natura della stessa.

analisi dell'oggetto avvistato

Foto 1: Si evidenzia l’interno dell’oggetto, che mostra come in realtà la parte inferiore di questo (quella rivolta verso il suolo) sia in effetti dotata di chiaro/scuri e non di un’immagine statica. Ciò dimostra la tridimensionalità dell’oggetto ripreso, la cui natura, per buona approssimazione risulta del tutto reale.

Foto 2: Si evidenzia il contorno dell’oggetto, o vero l’alone che avvolge l’elemento sottoposto allo studio. In questo caso si evince la presenza di un riflesso luminoso posto nella parte superiore dell’ordigno, tale evidenza dimostra come l’oggetto sia illuminato dal sole e si trovi alto nel cielo. Inoltre attorno al perimetro dell’ipotetico ordigno si notano una serie di particolari cromatici che ci fa presupporre come tale corpo sia effettivamente presente nel cielo e come questo sia in grado di interferire con l’atmosfera in cui è immerso.

Foto 3: Delineamento dei contorni solidi dell’oggetto.

Foto 4: Come per la foto n.3, ma in questo caso sono state variate le componenti dei mezzi toni e delle luci dell’immagine, per mettere in evidenza i riflessi luminosi emananti dall’oggetto.

Foto 5: Si evidenzia il forte riflesso luminoso posto al di sopra dello scafo, in questo caso colorato di sfumature rosse.

Foto 6: Si evidenzia il riflesso luminoso, come nella foto n.5 e la parte centrale dello scafo: in questo caso l’elevata compressione del formato JPEG, che ha del tutto frammentato le sfumature presenti nell’immagine e quindi i particolari presenti sull’ordigno.

Conclusioni. L’oggetto appare reale, quantomeno nel contesto da noi studiato. La foto presenza un’elevata compressione e perdita di particolari (in questo caso utili per capire bene di cosa si tratta). Ciò nonostante l’oggetto presenta delle strutture molto interessanti, che secondo le analisi si riferiscono ad un corpo di forma ovale o fusiforme, di colore bruno o scuro (forse grigio) dalle fattezze metalliche, o metallizzate, dotato di riflessi e dalla superficie riflettente. Si evidenzia inoltre la presenza di una superficie tridimensionale e non piana o piatta. Si potrebbe appunto trattare di qualcosa presente realmente nel cielo, non riferibile ad alcun velivolo noto.

Fermo restando tale conclusione, l’oggetto presenta ben pochi particolari per mezzo dei quali è possibile, in questa sede, determinare in via definitiva e decisa, la reale natura dell’oggetto in questione, che rimane a tutti gli effetti non identificato.

La presenza dei metadati (EXIF) contenuti dell’immagine ci dice come la foto sia in realtà un originale non contraffatto, perché non sono stati modificati dopo lo scatto. La valutazione finale, comunque deve tener conto anche di altri dati osservati nell’immagine. Dai dati presenti sulla foto risulta, altresì, incerto se tali dati siano stati elaborati o siano del tutto originali, con una approssimazione di modifica intorno al 33%.

Particolari inquietanti. Alcuni particolari, hanno catturato la nostra attenzione dal primo momento in cui abbiamo avuto modo di analizzare la fotografia. In primis, lo strano contorno (chiaro) visibile attorno all’oggetto, spesse volte determinato dalla presenza della compressione JPEG e dall’utilizzo di fotocamere dotate di sensore elettronico (non reflex classiche a pellicola). In questo caso, infatti gli oggetti scuri, vengono contrastati e riprodotti dal sistema elettronico delle fotocamere generando un bordo chiaro sul perimetro di qualsiasi oggetto scuro.

Questo tipo di colorazione chiara, però, potrebbe far pensare anche ad un fotomontaggio, pur constatando che tale ipotesi sembri del tutto inconcludente nella foto da noi presa in esame, dato che l’oggetto stesso, mostra infatti particolari concordanti con il resto dell’immagine esaminata: rumorosità, risoluzione, tonalità, etc”.

Vorrei ringraziare – conclude Giusa – l’amico dott. Daniele Cataldi, che come sempre ha curato le analisi di questo nuovo caso.

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