Endemol ha 2 miliardi di debito con le banche, che potrebbero diventare azioniste e acquisire i format

una puntata del Grande Fratello

Potrebbero essere le banche a salvare il «Grande fratello». Secondo il Financial Times , l’ipotesi sarebbe anche molto concreta vista l’impossibilità di Endemol di rimborsare alle banche due miliardi di euro di debiti. I tre proprietari della società dei format, Mediaset, Goldman Sachs e Cyrte hanno affidato a una banca d’affari il compito di trattare con i creditori ma, nonostante i colloqui vadano avanti da mesi, non è stata ancora trovata la quadra. E il tempo stringe.

A metà agosto Endemol avrebbe dovuto presentare un documento dettagliato sugli accordi presi con le banche riguardo i finanziamenti (i cosiddetti «covenant»), ma non lo ha fatto e ora ha tempo fino a metà settembre.

Quella della ristrutturazione del debito, che vedrebbe le banche convertire i loro crediti, tutti o in parte, in azioni della società sembrerebbe la strada principale. L’alternativa sarebbe il fallimento, che non conviene a nessuno, nè alle banche, che non recupererebbero un centesimo, nè ai soci che perderebbero per intero i 3,6 miliardi investiti nel 2007 per rilevare la società. Secondo il Financial Times la trattativa in corso con le banche porterebbe in mano agli istituti di credito una quota superiore al 50%. Lasciando però a Mediaset, Goldman e Cyrte il controllo e la gestione di Endemol. Si tratterebbe tuttavia solo di una delle soluzioni. Su cui però non tutti gli azionisti sarebbero d’accordo.

Al punto che negli ultimi giorni sono spuntate diverse alternative. Industriali, non finanziarie. Una di queste parla di una trattativa tra Mediaset e la rete britannica Itv per rilevare insieme il controllo di Endemol, liquidando Cyrte e Goldman Sachs. Itv, fanno notare da Londra, deve aumentare le produzioni «in-house», come ha promesso questa estate agli investitori preoccupati per la lenta crescita del principale broadcaster del Paese. Di contro a Mediaset, che in passato aveva guardato proprio a Itv per sbarcare in Inghilterra, l’alleanza potrebbe tornare utile in chiave di diversificazione.

Sul tavolo però ci sarebbe un’altra opzione, piuttosto clamorosa: il ritorno del fondatore, John de Mol, rimasto socio di Endemol attraverso Cyrte. A luglio, dopo le dimissioni del numero uno Ynon Kreiz, sostituito ad interim da Marco Bassetti e Just Spee, gli sarebbe stato chiesto di assumere la carica di presidente esecutivo o amministratore delegato di Endemol.

C’è però un ostacolo: de Mol ha iniziato un’altra avventura nei format con Talpa e ad aprile insieme a Sonoma ha speso 1,4 miliardi di euro per rilevare Sbs, i canali tv di Prosiebensat in Belgio e Olanda, per rilanciarli. Secondo alcuni osservatori il suo ritorno alla guida di Endemol sarebbe legato alla possibilità di trovare una combinazione tra le nuove attività e la società del «Grande fratello».

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