Racconto e testimonianza del nostro inviato sulle giornate in cui l’uragano ha messo paura all’America

Terza Avenue a Manhattan deserta

A pochi giorni dal terremoto di 5,8 della scala Richter che aveva colpito di sorpresa la costa nord-east degli Stati Uniti, in questi giorni è arrivata Irene, un uragano del diametro di 821 km — che ha fatto danni finora stimati a 35 miliardi di dollari — il primo in 26 anni e pari a quello abbattutosi a New York City (NYC) 150 anni fa, nel 1861.

Dalla serata di venerdí scorso i negozi a NYC e dintorni avevano finito la scorta di pile e batterie. Gli scaffali dell’acqua imbottigliata erano vuoti come pure quelli delle patatine.

Mio fratello Paolo mi chiama dalla Florida – Stato che di uragani ne vede tanti, ma non Irene –   consigliandomi di ricaricare i cellulari (possono anche servire per far luce) e staccare la corrente. Ma il problema che mi si presentava era l’allagamento, visto che una parte della redazione della nostra rivista “VideoAge, si trova sotto il livello stradale e nei negozi della cittá i sacchetti di sabbia non si trovano piú. Ma la zona non é a rischio.

Sabato mattina la mia primogenita Dora, che abita a Massapequa Park, Long Island, annuncia che giá da venerdí la protezione civile dell’isola ad est di NYC, aveva avvisato la popolazione costiera a rischio allagamenti, come lei, di evacuare.

In totale, il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo ha ordinato l’evacuazione di 450.000 persone e, per la prima volta nella storia, il fermo totale dei mezzi di trasporto a partire dalle 12:00 di sabato (ripartiti domenica notte), che di conseguenza ha causato la chiusura di molti negozi — che solitamente non chiudono nemmeno a Natale o Pasqua. Nel vicino stato del New Jersey ad essere evacuate sono state 750.000 persone, anche perché, oltre all’uragano parte dello stato era a rischio tornado.

la metró rimasta chiusa fino a domenica notte

Per Irene, le autoritá non volevano essere impreparate come per l’uragano Katrina, che nel 2005 sconvolse New Orleans. Chiamo alcuni amici per sentire cosa fanno. Maria Fosco da Queens dice di essere contenta che venerdí la madre Filomena sia tornata in Italia. Per precauzione Maria ha tolto tutto dalla terrazza di casa e anche l’auto dal garage, visto che abita vicino ad un fiume. “Forse andró a stare con mia sorella. Mai visto una cosa simile!”

Il ristoratore Rocco Sacramone non ha avuto problemi visto che domenica per il suo ristorante “Trattoria l’incontro” ad Astoria, é giornata di riposo. Sabato, comunque ha dovuto disdire tutte le prenotazioni per dopo le 18:00. Il produttore cinematografico Vincent Scarza ha riempito d’acqua la vasca da bagno e cucinato extra cibo. Il suo timore era che, abitando vicino al fiume (East River), il suo appartamento potesse allagarsi. Infatti Vincent abita nella zona a rischio “C” (livello piú basso), mentre a sud di Manhattan il livello era “A”. 

Il quotidiano “AmericaOggi” é uscito con il numero domenicale anche se il direttore, Andrea Mantineo, non é sicuro che sia arrivato a tutte le edicole rimaste aperte nonostante abbiano anticipato la chiusura nella tipografia a nord del New Jersey.

Luca Graziani un ingegnere informatico che abita a Princeton, New Jersey, sabato riporta una situazione tranquilla con i negozi aperti, seppur non si trovano piú bottiglie d’acqua minerale in nessun negozio.

Il sindaco di New York City, Michael Bloomberg, era su tutti i canali Tv a dispensare consigli, specialmente sul canale 25 — dove tradizionalmente sono trasmessi i Tg di Rai, DW (Tedesco) e France 24 che sono stati cancellati. Sabato il sindaco si era presentato in Tv per ben 15 volte.

La prima valutazione dei danni l’ho fatta alle 4:00 di domenica. Eccetto per alcuni rami secchi caduti dall’albero, nel nostro piccolo giardino non vi era nulla di critico. Per strada, sotto una fitta pioggia l’acqua piovana scorreva velocemente verso gli scarichi. Nel parco vicino all’East River — gonvio ma ben entro gli argini, un paio di alberelli divelti.

Alle 8:30 il vento, almeno nella nostra zona, si era calmato e alle 10:00 la pioggia era praticamente cessata…

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