Firmato accordo bilaterale Crirp-Ingv per uno studio delle anomalie di densità elettronica nella ionosfera

protocollo per lo studio della ionosfera

Il CRIRP (China Research Institute of Radiowave Propagation) è l’Istituto cinese che si occupa di radiopropagazione e fisica ionosferica. Gli effetti delle scintillazioni ionosferiche possono danneggiare i sistemi di navigazione satellitare. In particolare la comunicazione satellitare mobile (utilizzando banda L e S) e di navigazione satellitare (banda L) sono soggetti a interruzioni dovute agli effetti di scintillazioni ionosferiche.

Questi particolari effetti sono evidenti alle alte latitudini e alle latitudini equatoriali (gran parte dei cinesi vivono dove questo effetto è molto alto).

Recentemente l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ) ha sottoscritto un accordo scientifico bilaterale con il CRIRP. Tra le altre cose, l’accordo scientifico ha l’obiettivo di sviluppare dei metodi innovativi per la previsione e l’allerta per eventi di scintillazione ionosferica che possono provocare significativi errori nei sistemi di navigazione satellitare. Gli scienziati italiani e cinesi, hanno una notevole esperienza negli studi sia sperimentali che teorici sulle scintillazioni ionosferiche. Le stazioni di monitoraggio CRIRP si trovano principalmente alla latitudine media e bassa e la zona polare, mentre quelli dell’INGV sono principalmente nelle regioni medie e alte latitudini: il CRIRP porrà l’accento sulle analisi e la raccolta di dati inerenti la bassa latitudine , mentre i dati INGV si focalizzeranno sull’alta latitudine.

Il responsabile scientifico del progetto è l’Ing. Vincenzo Romano (INGV) al quale chiediamo come questi studi potrebbero essere utili per le attività industriali nel campo delle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni.

“L’interesse scientifico sul fenomeno delle scintillazioni ionosferiche è molto sviluppato e nell’ambito degli studi riguardanti l’alta atmosfera ionizzata sono stati ottenuti notevoli risulati che hanno permesso di comprendere meglio l’origine e la dinamica di questi fenomeni. Negli ultimi anni, con il prossimo lancio del sistema di navigazione satellitare europeo “Galileo” e l’avvento del prossimo massimo di attività solare, atteso per il 2013, l’interesse applicativo per questi fenomeni è cresciuto molto. Infatti le scintillazioni ionosferiche sono in grado di ridurre le “performance” dei sistemi di navigazione satellitare che per servizi particolari come l’avazione ed i trasporti in genere è di estrema importanza”.

La raccolta dei dati di sondaggi ionosferici nell’area italiana e cinese, utilizzano sondaggi ionosferici verticali. Ci può spiegare in maniera divulgativa cosa vuol dire?

“Storicamente lo studio della ionosfera è fatta attraverso dei radar ad alta frequenza (HF) che utilizzano delle antenne alte fino a 30 metri. Grazie ai sondaggi effettuati nel corso degli ultimi decenni, siamo stati in grado di approfondire lo studio della ionosfera terrestre e delle sue applicazioni nelle comunicazioni in HF che permettono collegamenti a lunga distanza, anche a migliaia di chilometri”.

La collaborazione con il Crirp, di cui il prof. Zhen Weimin è il responsabile scientifico nell’area delle scintillazioni ionosferiche, dura da 26 anni. Quali conoscenze tecnologiche si sono scambiate, in sintesi, i due gruppi di lavoro in tutti questi anni?

“La collaborazione con i ricercatori cinesi è stata molto proficua negli ultimi anni e ci ha permesso di approfondire tematiche più scientifiche come lo studio della ionosfera a bassa latitudine, sia tecnologiche con la realizzazione di strumenti di monitoraggio ionosferico in banda HF. L’INGV è stato infatti in grado di realizzare e brevettare un radar per i sondaggi ionosferici verticali che pone l’Italia tra i pochi Paesi al mondo in grado di raggiungere un tale risultato”.

Quali sono gli obiettivi per il futuro?

“Ultimamente la collaborazione con i colleghi cinesi è incentrata sullo studio delle scintillazioni ionosferiche. L’obiettivo è di contribuire a progettare e realizzare dei sistemi di navigazione satellitare più robusti e che soprattutto alle basse latitudini, come il Sud della Cina, siano in grado di garantire all’utente in movimento sulla Terra una stima della posizione con un errore accettabile in ogni condizione. Questi studi hanno quindi una rilevanza, oltre che scientifica, anche applicativa. Svolgere tale ricerca in collaborazione con i ricercatori e tecnici cinesi potrà dare alla ricerca e alla tecnologia italiana l’opportunità di creare importanti sinergie con il mondo scientifco ed industriale cinese, che sicuramente ha una crescita maggiore di quella del nostro Paese”.

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