La nuova Inter non convince e incassa troppi gol. Moratti avverte il tecnico e il “divorzio” è già vicino

Gian Piero Gasperini

“Pazzini deve giocare”, è il monito di Massimo Moratti, messaggio all’allenatore e preludio alla tempesta. L’Inter – ormai lo si sa – ha la testa al ritorno di Josè Mourinho ma il traghettatore Gian Piero Gasperini è già nei guai, oltre le più nefaste aspettative.

Mancano soltanto tre giorni alla fine del mercato e viene da pensare che qualcosa non abbia funzionato tra il tecnico e la società che si ritrovano distinti e distanti sin dall’inizio di una stagione che anche i tifosi nerazzurri hanno compreso sarà di transizione.

Marco Branca è al lavoro per scongiurare un aborto prematuro, ma fare mercato con pochi soldi è un mestiere difficile. A maggior ragione a 48 ore dalla chiusura delle trattative.

Quando Gasperini ha preso in mano l’Inter era convinto di poter allenare Eto’o e non avere in rosa Sneijder che già a quel tempo sembrava poco entusiasta di restare in Italia.

Invece, l’olandese è rimasto imprigionato dal suo ingaggio (6 milioni netti) facendo scappare le due squadre di Manchester mentre Eto’o ha bloccato per più di un mese il mercato dell’Inter per poi dire sì ai russi. Gasperini non aveva fatto richieste esorbitanti: voleva due esterni da affiancare a Milito. Per ora l’unico che assomiglia a questo identikit è Forlan, una terza o quarta scelta: forse sbarcherà oggi e da mercoledì se passerà le visite mediche entrerà nel laboratorio nerazzurro.

Gasperini voleva Lavezzi ma Massimo Moratti l’ha ritenuto troppo caro. In alternativa andava benone anche Tevez ma il City non ha accettato la formula del prestito. Branca allora ha iniziato a trattare Palacio, ma sempre per questioni di soldi è finito nell’orbita della Roma che con lui ha già un accordo di massima (1,7 mln per quattro anni). Gasp nel frattempo ha perso la Supercoppa di Pechino e nelle ultime quattro partite (Trofeo Tim escluso) ha incassato dieci gol. Quando qualcuno ha provato a chiedergli lumi sulla situazione, ha fatto notare l’assenza di rinforzi e ha sottolineato che il problema non è il 3-4-3. L’ultima volta proprio sabato sera dopo aver perso con il Chievo: «I problemi sono davanti, con le occasioni create e non concretizzate, altrimenti stravolgiamo la realtà» ha tuonato.

Mancano gli uomini giusti al posto giusto e quelli che ha non sono disposti al sacrificio. Sneijder fa i capricci e si lamenta: vuole fare il trequartista. Branca con le sue mosse di mercato ha già fatto capire da che parte sta la società: Moratti considera l’olandese insostituibile e vuole che venga accontentato sul piano tattico.

Ma c’è un altro giocatore che crea frizioni pericolose per il futuro. Pazzini, infatti, viene considerato un alternativa a Milito e trattandosi di una prima punta non può essere diversamente. L’uno esclude l’altro, anche se i due promettono grappoli di gol. Moratti al solo pensiero di vedere l’ex sampdoriano in panchina trasale. Ed ecco un altro indizio sulla probabile morte del 3-4-3.

Gasp si sente accerchiato, sa benissimo che la sua autonomia decisionale è strettamente legata ai risultati. Fin ad oggi ha tenuto duro ma per evitare provvedimenti estremi potrebbe essere costretto a fare retromarcia rispolverando così l’antico 4-3-1-2. Chi ha avuto modo di parlare con il presidente nerazzurro si è accorto che gli equilibri tra i due sono già instabili e ha rivisto lo stesso film andato in scena con Benitez.

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