G8 e appalti per le Grandi Opere: l’ex ministro accusato di finanziamento illecito a parlamentare

Claudio Scajola

L’ex ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, è indagato per finanziamento illecito a partiti politici dalla Procura di Roma per la vicenda dell’acquisto di un appartamento nei pressi del Colosseo. Lo riferiscono fonti giudiziarie. La casa di Scajola è finita al centro di una bufera mediatica al culmine della quale si dimise da ministro, ed è parte di un’indagine su un presunto giro di corruzione sugli appalti per le Grandi opere.

Il reato per il quale è indagato l’ex ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, è più precisamente quello di illecito finanziamento ad un singolo parlamentare. Si tratta di una fattispecie che rientra nell’ambito della normativa sull’illecito finanziamento dei partiti politici ed è stata introdotta tempo fa in sede di ampliamento di quest’ultimo reato.

L’inchiesta, dicono le fonti, ha preso le mosse da alcuni atti inviati dalla Procura di Perugia. Le indagini sono state condotte dal Ros dei carabinieri e dalla Guardia di Finanza. L’immobile in via del Fagutale, secondo l’ipotesi degli inquirenti, è stato pagato in parte, anche se l’ex ministro sostiene di esserne stato all’oscuro, dall’imprenditore Diego Anemone, uno dei personaggi chiave dell’inchiesta sugli appalti del G8.

Nel dettaglio Scajola avrebbe pagato l’appartamento in questione in parte con denaro suo e in parte con 80 assegni circolari da 12.500 euro del costruttore Diego Anemone, arrestato nell’ambito della stessa indagine. Quando la vicenda esplose sulla stampa, l’ex ministro disse che Anemone aveva versato gli assegni a sua insaputa. Scajola è l’unico indagato nella vicenda, dicono le fonti, e dunque il reato non è di competenza del tribunale dei ministri.

“Apprendo dalle agenzie che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo su una vicenda per la quale la Procura di Perugia, dopo un anno e mezzo di indagini, non ha ritenuto di dovermi indagare. Attendo, comunque, con la stessa serenità e la medesima riservatezza che hanno sinora contraddistinto il mio comportamento, che i magistrati romani portino a termine il loro lavoro, nella convinzione che verrà certamente chiarita la mia estraneità ai fatti”. Così, in una nota, ha commentato la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati il parlamentare del Pdl, Claudio Scajola.

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