Pronti 10 milioni per il difensore brasiliano. Paratici e Conte incontrano l’agente a Torino: c’è l’accordo

Rhodolfo

Juve prova ora a prendere Luiz Rhodolfo Dini Gaioto, difensore del San Paolo meglio conosciuto come Rhodolfo, 25 anni appena compiuti, un metro e 93 per 85 chili. Di lui raccontano un grande tempismo nelle chiusure e un piede destro addestrato a far ripartire l’azione.

Poi magari l’etichetta di nuovo Lucio che già gli hanno appiccicato da un anno è solo per facilitarne l’export in Europa, ma pare ne valga la pena. Così Antonio Conte e Fabio Paratici l’hanno ordinato, seduti ieri per il pranzo al «One Apple», il locale aperto un mesetto fa nel centro di Torino dal fratello del tecnico juventino. Ordinazione in senso letterale, vista la presenza di Rafael Felix, procuratore del giocatore brasiliano.

Fosse per il diretto interessato (e il suo stipendio contenuto) l’affare si potrebbe fare all’istante: molto più dura ottenere la firma del San Paolo, che è nel bel mezzo del campionato brasiliano, anche se la Juve ha pronto un assegno da 10 milioni di euro. Sondato dagli agenti, Juvenal Juvencio, presidente del club, ha dato risposta negativa: Rhodolfo non lo vendiamo. I bianconeri riproveranno, forti della volontà del difensore, anche se il negozio chiuderà tra quattro giorni, mercoledì sera.

La Juve è convinta che il giocatore meriti la scommessa, e quindi lo shopping. Almeno più di Lugano, che non è mai piaciuto troppo a dirigenza e allenatore, di Bruno Alves, bravo ma verso l’orizzonte dei trent’anni, e di Alex, lento e costoso. Il centrale del San Paolo, che dirigenti di mezza Europa (tra cui Marotta e Paratici) pedinano da un anno e mezzo, sarebbe il più somigliante all’identikit di Conte: robusto, atletico e con l’abitudine a non spedire necessariamente la palla in tribuna.

Fino all’anno scorso giocava nell’Atletico Paranaense, poi è passato al San Paolo. Il cambio di vessillo e il buon inizio di campionato ne hanno fatto lievitare la quotazione, con invidia delle Borse mondiali: costava sui 4-5 milioni, quando provarono a prenderlo Udinese, Valencia e Bayer Leverkusen, ora vale il doppio. Si può fare lo stesso, ragiona la Juve. Il San Paolo ancora no.

Dovesse finir male, e le chance s’aggirano sul 50 per cento, Marotta proverà di nuovo a parlare con lo Zenit per lo scambio Bonucci-Bruno Alves: pure questo complicato, perché entrambe le società fanno fatica a far entrare nei bilanci uno scambio alla pari.

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