L’uragano perde potenza ma fa 14 vittime. Danni per miliardi di dollari, oltre 9 mila voli cancellati

la furia di Irene

Irene è arrivato anche a New York ma con meno potenza: infatti è stato declassato a tempesta tropicale e in città ha smesso di piovere. «Il peggio della tempesta è passato, Irene sta lasciando new York» ha detto il segretario alla sicurezza nazionale Usa, Janet Napolitano che però ha aggiunto: «Non siamo ancora fuori dai guai. La mancanza di corrente resta un problema». Irene era stata già declassata nella notte da venerdì e sabato da uragano di categoria 2 a categoria 1. I venti della tempesta tropicale adesso sono di 65 miglia all’ora (104 chilometri) all’ora. Il governatore del New Jersey Christie ha detto alla Nbc che i danni da Irene sono quantificabili in miliardi di dollari, se non «decine di miliardi». 

Il governatore ha aggiunto che la situazione in New Jersey è «seria: restate a casa»: 250 strade sono state chiuse e oltre un milione di persone evacuate, «il pericolo sono le inondazioni» ha aggiunto. I danni causati da Irene sono comunque stati inferiori a quelli previsti, almeno stando a quello che ha riferito alla Cnn la Guardia costiera anericana. «In generale i danni non sono stati gravi quanto avevamo previsto – ha dichiarato l’ammiraglio William Lee -. Pochi alberi sono stati abbattuti, gli allagamenti non sono stati importanti».

A Brooklyn intanto diverse strade sono già allagate. Il livello dell’East River ha raggiunto quello del marciapiede e il fiume Hudson ha già superato gli argini e ricoperto d’acqua la nota passeggiata di Battery Park. «Il tempo per l’evacuazione è scaduto» ha detto il sindaco Michael Bloomberg. «Adesso tutti dovrebbero andare dentro e restare lì. Tenete conto degli avvisi».

L’allerta rimane in vigore per il tratto di costa compreso fra la Virginia e Sagamore Beach, in Massachusetts. Il passaggio di Irene sulla Grande Mela dovrebbe durare fino al pomeriggio di lunedì. La città è stata spazzata da fortissime e incessanti raffiche di vento per ore e anche se ha smesso di piovere resta il pericolo di inondazioni.

Molte persone spinte dalla curiosità di vedere quali danni avesse fatto Irene nel proprio quartiere è scesa in strada ignorando l’appello delle autorità a rimanere ancora in casa. Una delle principali preoccupazioni resta quella di un black out generale. Sono quattro milioni le persone sulla East Coast degli Stati Uniti rimaste senza luce: di queste, circa 50.000 a New York. Resta alto anche l’allarme inondazioni, con il livello dell’East River e dell’Hudson visibilmente aumentato.

New York sembra un deserto: il sindaco Bloomberg aveva ordinato l`evacuazione obbligatoria di 370.000 persone dalle zone considerate a rischio (comprese Battery Park, il Financial District, Wall Street, parte di Chinatown e alcune aree dei borough di Brooklyn e Staten Island) e aveva chiesto a tutti gli altri di rimanere tappati in casa almeno fino alle 21 di domenica.

Chiusi gli aeroporti e per la prima volta nella storia della città anche i mezzi di trasporto pubblici: niente autobus, né metropolitana, almeno per tutta la giornata di domenica, se non addirittura anche lunedì.

E chiusi i negozi, compreso il department store Bloomingdales, saracinesche abbassate per ristoranti e locali, deserta persino Grand Central Station, la stazione dei treni solitamente affollatissima, vuoto anche Central Park, dove il pericolo che cadano alberi o rami è altissimo (proprio così hanno perso la vita almeno due delle persone rimaste finora vittime di Irene).

 Il sindaco non vuole correre rischi: «era troppo pericoloso per prendere decisioni diverse, la vita delle persone è ancora in pericolo», ha detto. E il rischio principale è che il livello del mare si alzi talmente tanto da fare finire sott`acqua ampie parti di Lower Manhattan, forse fino al sito dove sorgevano le Torri Gemelle del World Trade Center. Secondo gli esperti il mare si alzerà tra gli 1,2 e i 2,4 metri.

«Ci aspettano ore molto lunghe», aveva commentato il presidente Barack Obama, costantemente aggiornato dal Fema, la protezione civile americana. Nel frattempo i meteorologi cominciano a mettere insieme le cifre: l’uragano ha provocato raffiche a 120 chilometri orari sulla costa del North Carolina, mentre a Washington «appena» di 60 all’ora. Il record della pioggia finora a Hampton in Virginia, a sud di Washington, dove la tempesta ha fatto cadere in poche ore ben 30 centimetri d’acqua.

Nel frattempo, l’uragano non inonda solo le coste ma anche Twitter: il sito di micro-blogging ha reso noto (con un tweet, naturalmente, mandato da twitterglobalpr) che la media è stata nella giornata di sabato è stata di 3.000 tweet al minuto con lo hastag #Irene, il doppio del giorno prima e il triplo di giovedì.

Gli Stati Uniti sono già colpiti da venerdì e ci sono al momento quattordici vittime: sette uomini (tra cui un surfista che ha voluto le sfidare le onde alte come case), due bambini e due donne. Il primo uomo è stato colpito da un albero abbattuto dal forte vento. Il secondo è un residente nella contea di Onslow County, morto per un attacco cardiaco mentre stava attaccando pannelli di legno sui vetri della sua casa per proteggerli dai venti dell’uragano. Il terzo è rimasto vittima di un incidente stradale. Il bambino – tra i 9 e gli 11 anni – è deceduto a Newport in Virginia, il secondo Stato colpito. Lo riferisce la rete Nbc secondo la quale il piccolo è stato ucciso da un albero che è stato sradicato dalla forza del vento, che soffia a 140 km/h, finito dentro un complesso di appartamenti.

Un’ora dopo la seconda vittima in Virginia, una donna che si trovava all’interno di un’auto nella contea di Brunswick, quando un albero abbattuto dai venti è caduto sul veicolo. Con altre tre vittime, coinvolte in un incidente stradale nel North Carolina, le vittime sono salite a otto. Dopo poco Irene ha provocato una nona vittima: un uomo, in Virginia, nella contea di Chesterfield County, è morto dopo che un albero è crollato sulla sua casa.

Infine un uomo è morto in Connecticut in un incendio causato da fili dell’elettricità tagliati dalla tempesta, un altro colto da infarto mentre sbarrava le finestre di casa. In North Carolina, un uomo di Pitt County che guidava in una strada allagata si è schiantato contro un albero, mentre una mamma con il figlio di Sampson County sono morti a causa di un albero caduto sulla sua macchina.

L’uragano Irene ha già contabilizzato più di 9mila voli soppressi e cancellati a causa delle avverse condizioni climatiche. Tutta l’East Coast è colpita da una sorta di chiusura del proprio spazio aereo, tanto che non ci sono voli in partenza dalla North Carolina verso Boston e viceversa. Chiusi gli aeroporti internazionali di Newark e il John Fitzgerald Kennedy. A Washington da poco stanno riprendendo lentamente i voli.

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