“Giulio è solo. Mio fratello lo vedo lontano dall’Italia Bossi? Furbo ma leale. Milanese? Non ne parlo”

Angiola Tremonti

La somiglianza fisica, la «r» moscia identica: Angiola Tremonti, 63 anni, sorella minore del ministro , ex maestra elementare, torna a far parlare di sè, dopo aver smentito l’omosessualità del fratello Giulio, ministro dell’Economia.

La sorella del ministro ha concesso le sue riflessioni ad un noto quotidiano, con un’intervista rilasciata a margine della presentazione del suo libro “La Valle degli orsi”: «In questo campo, nell’arte, gli amici fedeli ci sono eccome (…) A tutti gli altri, opportunisti e approfittatori chiedo, per favore, di lasciarmi in pace», scrive.

“Sono una personale normale e non solo la sorella del ministro. Mi imbarazza spesso che io venga vista, appunto, solo come la sorella di Giulio. Io, per altro mio fratello lo vedo lontano dall’Italia”.

«Gli uomini politici, anche Berlusconi, vivono in una grandissima solitudine attorniati da personaggi spesso infidi pronti a non tutelare gli interessi degli italiani ma solo i propri e dei loro amici. Ognuno, poi, ha anche i suoi problemi personali ed esistenziali: da qui può nascere lo sconforto ma, nonostante questo, credo che la lucidità sia stata mantenuta soprattutto in questo momento difficilissimo. A volte, infatti, i silenzi valgono più delle parole».

«Preferisco non entrare nella vicenda Milanese, tristezze della vita come ho scritto nel mio libro. Ognuno ne incontra, io per esempio ho incontrato il mio sindaco, quello di Cantù».

«Alle ultime elezioni con la mia lista l’ho fatto eleggere al ballottaggio, ha firmato un patto di quindici punti programmatici e non ne ha rispettato neanche uno. Questo, per esempio, è un personaggio infido, mi ha rubato l’anima, ma ora sono all’opposizione con la mia civica indipendente».

E il rapporto di Giulio con Bossi? «Vivere da ”figatelli”, da ”superfighi” credo che faccia perdere il contatto con l’umanità. In famiglia siamo stati cresciuti da una tata che non era inglese o tedesca ma aveva dodici fratelli e una casa senza finestre dove ci si scaldava con il fumo. Credo che riuscire ad avere contatti di amicizia forte anche con le persone più umili sia una cosa bellissima».

«Per me la Lega è come il personaggio di Bertoldo, non colto ma furbo, capace e leale. Dentro ogni partito però esistono coloro i quali credono di poter trasmettere cultura e moralità quando non ce l’hanno».

«La situazione è molto critica e nessuno vuole rinunciare a qualcosa… Non si risolveranno i problemi del Paese ma i politici devono dare il buon esempio. Basta con tutti questi incarichi: nel mio comune hanno affidato all’esterno lo studio audiometrico, a un’altra società svizzera l’indagine sulle scuole. Basta! Anche perché questi appalti finiscono sempre agli stessi».

«Poi figuriamoci se attacco il Meridione, mia nonna era sannita, il nonno corso e hanno vissuto a Napoli per una vita. Noi nipoti partivamo dalla Valtellina e a Milano prendevamo il vagone letto. Un viaggio lunghissimo eppure noi fratelli facevano a turno. Ricordo che una volta ho avuto una nota in condotta a scuola per cui Giulio partì al mio posto. Amava la città e ancora oggi nelle poche occasioni in cui ci vediamo mi chiede di cucinargli le peperonata come la faceva la nonna napoletana».

«Da maestra elementare in pensione credo che l’attività lavorativa sia per l’uomo che per la donna sia molto utile. Esistono però occupazioni faticose e a sessant’anni già si fa fatica a crescere i nipoti, figuriamoci a lavorare. Penso che bisogna distinguere tra occupazioni usuranti e altre meno anche se la vita media è aumentata».

«Io vado a mangiare il pollo su un foglio di carta con gli operai in fonderia, forse quei momenti sono un po’ come quelli di Giulio con Bossi, ma io firmo le mie sculture non le finanziarie».

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