Il municipio del capoluogo siciliano è ad un passo dal “fallimento”: la verità entro i prossimi trenta giorni

Palazzo delle Aquile

Il Comune di Palermo è vicino al dissesto finanziario. Malgrado i salti mortali compiuti in occasione dell’ultimo Bilancio, in cui è stato tagliato tutto il tagliabile per far quadrare i conti di un Ente ormai sull’orlo del crac, una nuova tegola rischia di cadere sul capo del sindaco e del Consiglio Comunale.

La minaccia – spiega LiveSicilia – stavolta arriva da Roma, dove il Parlamento si appresta a discutere e varare una manovra d’emergenza, imposta dai mercati e dalla crisi internazionale, che comporterà, almeno nella versione approvata dal Consiglio dei Ministri, pesantissimi tagli per Regioni, Province e Comuni.

Nonostante le proteste dell’Anci e i mal di pancia della Lega, la sforbiciata per i Comuni, per quanto alleggerita, comunque rimarrà mettendo la quinta città d’Italia seriamente nei guai.

La Ragioneria generale da giorni fa i conti per capire quali conseguenze potrebbe avere la manovra sulle casse dell’amministrazione ma il risultato è sempre lo stesso: lo squilibrio del bilancio pluriennale. Niente di ufficiale, per il momento, visto che la manovra non è ancora stata approvata dalle Camere ma a Palazzo delle Aquile sanno bene che anche un taglio di 1000 euro, per come sono combinati i conti del Comune, comporterebbe lo squilibrio.

Ai primi di settembre dovrebbe arrivare il responso e se squilibrio sarà, il Consiglio Comunale avrà 30 giorni di tempo per porre rimedio: pena il dissesto e lo scioglimento dell’Aula. Una prospettiva di cui si comincia a parlare, nei corridoi di Piazza Pretoria, con sempre più preoccupazione.

“In occasione dell’ultimo riequilibrio – dice un consigliere – abbiamo tagliato la Gesip, con tutte le conseguenze che si sono viste. Adesso cosa taglieremo, l’Amat o l’Amia? Sarebbe una follia”.

L’approvazione del rendiconto del 2010 libererebbe circa sette milioni di euro, che nelle previsioni dovrebbero andare ai teatri cittadini (per 6,5 milioni) e ai disabili psichici (0,5 milioni).

Il Ragioniere generale, però, potrebbe dirottarli per porre nuovamente in equilibrio il Bilancio ma non è detto che bastino. Una prospettiva poco rosea per il Comune, visto che anche il sindaco Cammarata potrebbe restare ancora per poco in carica.

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