Dalla saga di Spielberg alla realtà: nell’ultimo anno il predatore ha sferrato 79 attacchi e ucciso 6 persone

lo squalo

Dagli anni dei mitici e terrificanti film alla realtà più terrificante: lo squalo torna a sfidare l’uomo e fa sul serio. Due le vittime in queste settimane, con attacchi sferrati in zone turistiche come le Seychelles e in Russia. Il 2011 potrebbe passare alla storia come l’anno dello squalo. E non stiamo parlando del calendario cinese, ma della tragica sequenza di attacchi registrati negli ultimi mesi ai danni di sub, pescatori e surfisti. Come nella cinematografia la paura si fa largo e inquieta l’uomo, a dimostrazione che spesso dalla finzione alla realtà il passo può essere tremendamente breve.

Squali cattivi o umani imprudenti? La risposta a questa domanda sembra abbastanza ovvia, eppure le cronache degli ultimi giorni raccontano della chiusura di alcune spiagge delle Seychelles dopo la morte di due bagnanti nel giro di 15 giorni, delle mutilazioni subite in Russia da un ragazzo di 16 anni che ha difeso un uomo attaccato da uno squalo, del morso di oltre 30 centimetri rimediato da una turista in vacanza a Puerto Rico. (Squalo contro orca: il video del duello tra i due “killer” dei mari)

Secondo l’International Shark Attack File, l’ente che registra a livello mondiale gli attacchi portati agli esseri umani da questi grandi pesci, nel 2010 ci sono stati 79 incidenti, di cui 6 mortali, che hanno avuto per protagonisti gli squali.

Ciò che preoccupa gli esperti è il costante incremento di questi eventi: poco più di 50 nel 2008 e 63 nel 2009. Rispetto al fumo o ad altre cause di mortalità si tratta di numeri decisamente piccoli, ma il fenomeno non va sottovalutato. (Squali e altri animali a tavola: ecco cosa e come mangiano)

Le ricerche su ciò che provoca l’attacco da parte di uno squalo non sono molte, ma tutte le spiegazioni che offrono sono riconducibili a comportamenti degli esseri umani.

Secondo i biologi marini il primo imputato sono… le vacanze low cost, che offrono a grandi masse di persone la possibilità di recarsi in zone dove fino a pochi anni fa gli squali potevano nuotare indisturbati.

“L’aumento nel numero di attacchi non implica un aumento nella percentuale di bagnanti attaccati” spiegano gli esperti dell’International Shark Attack File, “ma piuttosto indicano un incremento del tempo speso in mare dagli uomini”.

Poi ci sono comportamenti irresponsabili come quelli degli armatori di Sharm-el- Sheikh che nutrono clandestinamente gli squali per attrarre i turisti: nelle acque della località egiziana lo scorso dicembre ci sono stati ben 5 attacchi di cui uno mortale.

Inoltre ci sono la pesca indiscriminata e il surriscaldamento globale: “Lo squalo è un animale opportunista”, spiega David Jacoby, ricercatore presso la Marine Biological Association di Plymouth, in Inghilterra, ” e va dove sa che può trovare cibo. Le risorse alimentari del mare si spostano in base alle correnti e alla pesca e così gli squali”.

Ma lo squalo è anche e soprattutto una vittima dell’uomo: più di un terzo delle specie conosciute è a rischio di estinzione. Tra le cause la domanda inarrestabile di pinne, utilizzate come elemento base per la zuppa tanto apprezzata nei paesi orientali.

Il tema dello squalo assassino, il brivido della paura consacratosi al cinema col primo film cult nel 1975. Così ebbe inizio la grande serie diretta da Steven Spielberg. Una saga che ha conquistato il mondo intero e poi proseguita con Lo squalo 2 (1978), Lo squalo 3 (1983) e Lo squalo 4 – La vendetta (1987) e un numero imprecisato di tentativi di imitazione.

Poi, come detto, di questi tempi c’è lo squalo che viene sterminato dall’uomo per le sue zuppe. L’uomo va cosi a profanare le acque e la vita dello squalo.  

E allora ecco perchè la sfida è tornata d’attualità e rivive tra rischio e angoscia, reciproco opportunismo e imprudenza.

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