Asse Udc-Pd in Consiglio, presidente nel baratro: estromessa la “Sogas” dalle partecipate dell’ente

Nanni Ricevuto

Colpo di scena in Consiglio provinciale: l’asse Udc-Pd, con l’apporto dei consiglieri di Idv, PRC e di una parte della componente autonomista fa fuori dalle partecipate dell’Ente la Sogas, società che gestisce l’aeroporto “Tito Minniti”, punto forte del programma dell’amministrazione Ricevuto. Un colpo di mano e l’asse di maggioranza che sinora ha retto i precari equilibri politici di Palazzo dei Leoni, si è frantumata, scrive sul sito amico “Normanno.com” la collega Tiziana Caruso.

La Sogas, uno dei punti forti del programma del presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, è stata dismessa attraverso una delibera proposta dagli “alleati” dell’Udc con primo firmatario il capogruppo di “Al centro con D’Alia” Matteo Francilia. La proposta è stata approvata dal Consiglio provinciale con 13 voti favorevoli (Udc-Pd-Idv-PRC-Autonomisti), 3 contrari (Galluzzo e Parisi del Pdl, Rella della Gdl) e 2 astenuti (Lombardo di Sicilia Vera e Passaniti del Pdl).

Inizialmente l’animata discussione svoltasi oggi in Consiglio non sembrava altro che uno dei soliti battibecchi di due coniugi che vanno poco d’accordo, ma che per il bene comune, alla fine rimangono sempre uniti. Stavolta, invece, si è andati fino in fondo, consumando in un passaggio amministrativo, una vicenda che inevitabilmente avrà ripercussioni politiche. Un risicato numero legale, che non è caduto, con 4 consiglieri del Pdl in aula, ha permesso l’approvazione di una delibera che dismette totalmente i finanziamenti alla società che gestisce l’aeroporto di contrada Ravagnese.

E così a Consiglio concluso fioccano i commenti delle varie parti politiche “Con la dismissione della Sogas – afferma Matteo Francilia – si è votato un provvedimento che certamente potrà avere ricadute positive sul bilancio provinciale in quanto un ulteriore esborso di denaro da parte della Provincia per ripianare i debiti accumulati dalla società che gestisce l’eroporto Minniti poteva mettere a repentaglio la situazione economico-finanziaria dell’Ente, i servizi e i posti di lavoro. Ci tengo a precisare – continua Francilia – che si è trattato di una scelta ponderata e responsabile, di un atto amministrativo per altro conforme al programma elettorale sottoscritto da tutta la coalizione”. Duro il capogruppo di “Al centro con D’Alia” che non teme alcuna ripercussione politica perchè spiega che “su alcune questioni non esistono vincoli di maggioranza che tengano – e prosegue ancora – Pdl e Gdl hanno sfidato l’aula pur consapevoli di non avere i numeri per sostenere la scelta dell’amministrazione attiva”. Francilia chiarisce poi un passaggio interessante: i consiglieri del Pdl presenti in aula “hanno condiviso, imponendo la votazione, l’approvazione della fuoriuscita dalla Sogas”. Di fatto in aula, come detto, il numero legale non è caduto. E alla fine il Pdl si ritrova a dismettere i finanziamenti alla Sogas, società su cui il presidente della Provincia e l’assessore alle Società e agli organismi partecipati, Michele Bisignano, avevano scommesso molto.

Commenta così la vicenda anche il capogruppo del Pd, Pippo Rao “Il Consiglio Provinciale, approvando oggi la delibera di dismissione della partecipazione dell’Ente alla SOGAS, di fatto ha bocciato l’amministrazione Ricevuto che sulla società di gestione dell’Aeroporto dello Stretto aveva fatto uno dei più importanti punti del proprio programma di governo. Al di là del fatto amministrativo – continua Rao – il dato politico è che Ricevuto non ha più una maggioranza, o meglio oggi ha avuto l’ennesima conferma di tale fatto”.

Ricevuto non ha una maggioranza perchè l’Udc, suo alleato, propone una delibera contro le volontà del “numero 1” di Palazzo dei Leoni, e perchè, i suoi uomini, rimasti tra gli scranni, hanno consentito di mettere alla porta la Sogas. C’è adesso da capire se si tratta di consapevoli risposte alle azioni dell’Udc nel tentativo di causare una definitiva rottura o di una rivolta interna al Pdl, in quanto, evidentemente impossibili appaiono errori di calcolo.

“Il Pd – continua Rao – chiede con forza che il Presidente della Provincia si dimetta e che venga nuovamente data la parola agli elettori. Non è più possibile affrontare i gravissimi problemi del territorio con a capo dell’amministrazione una coalizione che non esiste più e all’interno della quale una parte oramai vota in modo chiaro contro i più importanti punti del programma del Presidente”. 

Nei prossimi giorni – conclude Tiziana Caruso – il Partito Democratico convocherà una conferenza stampa per chiarire ancora meglio la richiesta di dimissioni del presidente Ricevuto e dare all’opinione pubblica l’esatta dimensione del “tracollo politico amministrativo dell’ente provinciale e del baratro in cui sta sempre più sprofondando”.

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