Libia in mano ai ribelli, preso il compound del colonnello, ma lui è sparito. A Tripoli guerra finita

ribelli nel bunker di Gheddafi

Muammar Gheddafi resiste, ma il cerchio si stringe attorno a lui. Mentre il raiss dichiara di essere a Tripoli e di voler combattere «fino alla fine», i ribelli hanno espugnato il suo compound-fortezza di Bab al Aziziya, bombardato a più riprese dai jet della Nato.

I ribelli hanno perlustrato «stanza per stanza» il bunker, ma per ora non c’è traccia del Colonnello e dei suoi figli. Intanto Saif al-Islam, l’influente figlio di Gheddafi di cui i ribelli libici avevano annunciato ieri l’arresto, è riapparso in pubblico nella notte, convocando alcuni giornalisti nel complesso residenziale del padre a Tripoli. «Sono qui per smentire le menzogne – ha detto – Tripoli è sotto il nostro controllo. Che tutto il mondo si rassicuri – ha aggiunto – a Tripoli va tutto bene».

I cronisti stranieri bloccati dentro l’Hotel Rixos stanno sventolando dai piani alti dei teli bianchi, per farsi riconoscere come giornalisti. È quanto riporta l’inviato della Cnn Matthew Chance, bloccato nell’albergo, controllato dalle forze lealiste di Gheddafi, insieme a diversi colleghi di testate internazionali. «Siamo ai piani superiori – si legge sul sito dell’emittente americana -, fa molto caldo qui. Abbiamo tutti addosso un giubbino antiproiettile, non sappiamo cosa aspettarci». «Vogliamo uscire ma non possiamo. È come una situazione in cui sentiamo di essere costretti qui contro la nostra volontà»

I ribelli libici, in caso di cattura di Muammar Gheddafi, vorrebbero processare in Libia il Colonnello per crimini di guerra. Lo ha affermato l’ambasciatore all’Onu del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) libico, Ibrahim Dabbashi, citato dalla Bbc. Dabbashi ha precisato che i rivoltosi discuteranno dell’incriminazione di Gheddafi, suo figlio Saif al-Islam e del capo dell’intelligence, Adbullah Al-Senussi, con la Corte penale internazionale dell’Aja. Il 27 giugno scorso la Corte ha spiccato mandati di cattura per i tre. Tutti sono accusati di crimini contro l’umanità.

A Tripoli la guerra è finita». Lo ha affermato il capo del Consiglio militare dei ribelli della capitale libica, Abdul Hakim Bel Haj, in un’intervista alla tv al-Jazeera dal compound di Bab al-Aziziya a Tripoli. «Ora il compito è mantenere la sicurezza nella capitale», ha aggiunto. Hakim si è detto convinto che Muammar Gheddafi e i figli siano fuggiti «come i topi» (espressione spesso usata dal Colonnello per riferirsi ai rivoltosi), ma ha ammesso di non sapere dove si trovino.

«Alcuni lealisti si sono consegnati – ha proseguito – ma i vertici del potere sono fuggiti». Riguardo all’ingresso dei ribelli nella residenza di Gheddafi a Bab al-Aziziya, il capo del Consiglio militare dei ribelli a Tripoli ha precisato che «ci sono ancora sacche di resistenza, ma il 90% del compound è stato messo in sicurezza».

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