Rottura tra Lega e Aic: “no” delle società alla proposta per il contratto collettivo. Domenica niente campionato

calcio in sciopero

Pandemonio nel mondo del pallone. Le società di Serie A si sono riunite per esaminare la proposta di contratto dell’Assocalciatori e hanno deciso di bocciarla in toto. Su 20 club di massima divisione, soltanto 2 hanno dato il loro ok. Diciotto, invece, hanno respinto l’intesa sul nuovo contratto collettivo dell’Aic. In altre parole, lo sciopero è dietro l’angolo.

Il caldo pomeriggio romano era iniziato con i migliori auspici. Voci ottimistiche che filtravano dalla riunione dei 20 club di Serie A, con il presidente di Lega Maurizio Beretta che si era spinto addirittura a dichiarare che “si erano fatti dei passi avanti”. Durante il Consiglio Federale, infatti, i rappresentanti dei calciatori avevano accettato di mollare leggermente la presa sulla questione dei fuori rosa. Ma a provocare la rottura sarebbe stato il contributo di solidarietà. I giocatori hanno detto chiaramente che sarebbe stato a loro carico, ma i club hanno chiesto che la cosa venisse formalizzata e la loro proposta è stata respinta. Probabile – anche se non ancora certo – che questo abbia fatto crollare la trattativa. Sino al no definitivo dei 18 club di Serie A. Soltanto Cagliari e Siena hanno votato a favore. La linea dura ha prevalso.

Le società hanno poi reso noto di aver proposto due modifiche al testo del contratto collettivo. La prima riguarda l’articolo 4, con la specifica che riguarda il contributo di solidarietà in merito al quale chiedono che “eventuali contributi straordinari” siano “esclusivamente a carico del calciatore”. Non solo il contributo di solidarietà, dunque, ma anche altre eventuali tassazioni. Poi l’articolo 7, relativo agli allenamenti separati per i fuori rosa. Secondo i club è giusto che le società ne impongano “per tutto il tempo ritenuto necessario”. I giocatori avevano limato la propria posizione, ma vogliono formalizzare che misure di questo tipo debbano essere sempre temporanee ed eccezionali.

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