Tripoli è quasi libera ma si combatte ancora in Libia: Nato e ribelli all’assalto del rifugio segreto del colonello

l'immagine di Gheddafi in fiamme

La battaglia in Libia non è finita. Si combatte ancora in molte zone del Paese. Tra queste Tripoli, soprattutto intorno al bunker di Muammar Gheddafi, e a Sirte. E proprio un missile Scud, lanciato dalla città natale del Raìs, è stato intercettato dalla Nato. Ma del Colonnello non c’è traccia. Nella notte di domenica si diceva fosse stato arrestato, non è così.

Le manette sono scattate, invece, per due dei suoi figli (Saif e Saadi). Mohammed, secondo la tv araba Al Jazeera, è riuscito a scappare, liberato dai lealisti mentre era agli arresti domiciliari. L’ultimogenito Khamis , invece, sarebbe alla guida dei soldati rimasti fedeli al leader libico.

E quindi Gheddafi dov’è? Per il Pentagono «è ancora in Libia». Per il Times di Londra sta negoziando con il Sudafrica un’uscita dietro le quinte. E magari riuscire a raggiungere l’amico Chavez in Venezuela. Anche l’Angola ha offerto asilo a Gheddafi. Ma nemmeno il leader del Cnt (Consiglio Nazionale Transitorio), Mustafa Abdel Jalil ha idea di dove sia. La battaglia per conquistare la cittadella fortificata di Muammar Gheddafi a Tripoli sarà dura, ma nessuno al suo interno ha la minima possibilità di fuggire, ha fatto sapere lunedì sera un portavoce degli insorti ad Al Jazeera.

E uno dei portavoce militari del Cnt libico, il colonnello Ahmed Omar Bani, ha detto stasera alla BBC che la capitale è ormai controllata dai ribelli per il 95%. «Forse ancora un giorno o due ma poi la capitale sarà completamente libera», ha affermato. Intanto i leader internazionali, da Berlusconi a Barack Obama, gli chiedono di «fare un passo indietro». Per evitare «altro sangue».

Quello che si sta spargendo nelle ultime ore. Nel Paese ancora molte sacche di resistenza. I soldati continuano a combattere contro gli insorti. In particolare intorno al rifugio di Gheddafi a Bab al-Azizia che verrà, per l’ennesima volta, bombardato dalle forze Nato, non appena calerà il tramonto. Violenti scontri anche al confine con la Tunisia. Grande paura per le strade della capitale. Non tutti i quartieri sono stati «liberati».

Così le urla di gioia si mischiano alle raffiche di mitra. Anche l’auto dell’inviato del Corriere della Sera, Lorenzo Cremonesi, è stata colpita. Così come la troupe della Bbc. Stanno tutti bene. Situazione tesa, invece, al l’Hotel Rixos dove una trentina sono bloccati. L’albergo è vicino al bunker di Gheddafi e i soldati lealisti continuano a sparare per strada. Secondo l’inviato dell’Ansa i cecchini sparano anche sui bambini che sventolavano una bandiera dei ribelli.

Intanto due figli di Gheddafi sarebbero stati arrestati. La casa di Mohammed Gheddafi, figlio maggiore del colonnello, è stata invece circondata dai ribelli nella notte mentre l’uomo era intervistato da Al-Jazeera. Ma secondo l’emittente è riuscito a scappare grazie all’intervento di combattenti lealisti che lo hanno liberato.

La promessa degli insorti è quella che «saranno trattati bene». E il tribunale dell’Aja vorrebbe processare Saif in attesa della cattura di Gheddafi. Un’eventualità questa che non è stata ancora discussa dal Cnt. I ribelli propendono per far apparire la famiglia davanti a un tribunale libico. In ogni caso nel pomeriggio la villa di Aisha, figlia prediletta del raìs, è stata saccheggiata.

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