Piazza IX Aprile

Il belvedere della località turistica impedito sino al 30 agosto a turisti e residenti per un evento di moda. Che Taormina sia ormai un grande teatro a cielo aperto lo abbiamo detto a più riprese e non ci stanchiamo di ripeterlo. Un paese meraviglioso diventato in anni recenti terra di conquista dove chiunque fa quello che vuole e senza grossi problemi (semmai con frequenti accondiscendenze istituzionali). Ma stavolta in Comune ci si è superati, con un “coup de théâtre” che, nella simbolicità del caso, non ci pare abbia precedenti nella storia recente di Taormina. In piena estate ecco piazza IX Aprile completamente trasformata, come d’incanto, in un cantiere aperto. La piazza centrale della capitale del turismo siciliano è stata concessa dal Comune, con le relative autorizzazioni del caso, dal 21 agosto al 30 agosto ad un privato per un evento riguardante la presentazione di una nuova linea di moda. Proscenio, insomma, ad una prestigiosa firma internazionale dell’alta moda. Dal 21 al 23 agosto, a quanto risulta, è previsto il montaggio delle attrezzature, poi dal 24 al 28 agosto la manifestazione, e sino al 30 le operazioni di smontaggio.

A dir poco amara sorpresa per i tanti turisti che, sbigottiti e delusi, in queste ore si trovano a Taormina e, al pari dei residenti infuriati, vedono il “cuore” del paese occultato da un cantiere. Dalla foto ricordo della piazza con l’Etna sullo sfondo, a quella della piazza cantierata e la visuale offuscata. E ci piacerebbe sapere cosa ne pensa la Soprintendenza. Il problema non è l’evento, che merita il dovuto rispetto, ma il luogo concesso e il periodo. Sarà un onore avere una presentazione di un grande stilista o qualunque altra cosa ci sia, ma desta molte perplessità la decisione dell’amico sindaco Mauro Passalacqua che a propria firma (come idem vale la dirigente dell’Ufficio Commercio) ha autorizzato in tali termini l’evento: insomma andava trovata un’altra location. E non ci sono “se” o “ma”. Sia concessa l’espressione blasfema ma il 21 agosto e in piazza IX Aprile non andrebbe autorizzato nemmeno un richiedente che si chiami Tizio, Caio o Gesù Cristo. Nessuna autorizzazione, per qualsivoglia manifestazione. Sui concerti che portano a Taormina, ad esempio, solo un gran caos siamo d’accordo come anche sull’opportunità che sia istituita (al più presto) una tassa da 1 euro sui concerti dei privati, ma i ragionamenti del “non passa lo straniero” o li si fanno con coerenza e sempre – giusti o sbagliati che siano – o sennò è meglio non farli affatto. Prima si alzano le barricate per fermare i concerti e poi, senza batter ciglio, si accoglie l’istanza di un privato e cantieriamo per dieci giorni piazza IX Aprile?

A prescindere dai fatti di queste ore, a Taormina si abbia il buon senso di riconoscere che gli “stranieri”  – e lo vogliamo dire chiaramente – sono già entrati, sono tanti: e non sono “turisti per caso”. Vengono da Palermo, Catania, da Reggio Calabria, da Napoli, da Taranto. Dal tirreno e dal sorrentino, etc. Ci sono tanti innamoramenti finanziari. Ben vengano tutti gli stranieri, che portino pure economia e lavoro, diamo ospitalità a tutti perché questa è una terra che vive di turismo. Il fatto è che ogni tanto il “freno” va anche tirato e va analizzato il contesto territoriale, perché sennò il padrone di casa qui diventa ospite a casa propria. E cosi anche i cittadini. E non va bene. Che senso ha fare le crociate sullo stop al rock al Teatro Antico – tesi legittima e “sposabile” – se poi un minuto dopo occludiamo il panorama di Piazza IX Aprile ai turisti per 10 giorni per una vendita di moda?

Una polemica improvvisa per una piazza cantierata mentre si poteva affrontare la cosa in tranquillità concedendo un’altra area del paese. E’ un peccato dover perdere tempo con questo gran caldo a dibattere di prêt-à-porter e teatrini in “salsa” taorminese. Vorremmo parlare di altro o magari delle (dis)avventure di certi assessori ai quali vorremmo regalare una bella vacanza all’estero per farli rimanere distinti e distanti da Taormina per i prossimi 10 anni: però qui sull’argomento del giorno la valutazione “errata” – o “infelice”, che dir si voglia – porta proprio la firma del sindaco. Se il buon Mauro Passalacqua riterrà opportuno voler spiegare pubblicamente la sua scelta e perché abbia acconsentito che venisse cantierata piazza IX Aprile, lo invitiamo a scrivere una lettera al blog.

Aggiungendo che i vigili urbani hanno dovuto multare i responsabili del cantiere, che intanto avevano occupato suolo pubblico superiore allo spazio concesso, pubblichiamo, intanto, una presa di posizione dell'”Associazione Imprenditori per Taormina”. “Si esprime il più assoluto rammarico e dissenso – afferma il consiglio direttivo di “Aipt” – su come si si possa autorizzare qualsivoglia manifestazione il 21 agosto e chiudere piazza IX Aprile per una settimana, per di più in un momento di particolare afflusso turistico in città. Chiunque voglia fare della manifestazioni ed esposizioni, a prescindere del fatto che poi ci sia anche una parte del ricavato in beneficienza, ben venga in questo paese e a maggior ragione se parliamo di eventi di alto livello: ma non si può concedere piazza IX Aprile, il “cuore” di una città turistica come Taormina, la zona più suggestiva del paese. Ci sono altri spazi da utilizzare e dove destinare tali appuntamenti. In queste ore la gente sta fotografando non il panorama ma la vergogna di un cantiere nella piazza centrale di Taormina. Ai turisti viene dato il ricordo di un cantiere aperto. E’ una situazione inaccettabile e a dir poco imbarazzante. Chiediamo che la piazza sia liberata immediatamente e che l’evento autorizzato in piazza venga destinato invece ad un’altra area. Ad esempio perchè non utilizzare la terrazza “Porta Catania”, o quella di “Porta Pasquale”, o il “Lumbi”, ma non piazza IX Aprile. Scelga il Comune dove ricollocare la manifestazione ma la piazza va sgombrata”. Nel ribadire l’amarezza per l’accaduto, chiediamo con fermezza che in futuro per qualsiasi manifestazione di tale rilievo, prima di autorizzarle, vengano informate ed interpellate le associazioni di categoria”.

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