Chiuse le indagini sulle spese del direttore del Tg1, in varie mete italiane e all’estero, con carta di credito Rai

Augusto Minzolini

Rischia il processo il direttore del Tg1 Augusto Minzolini per le spese con la carta di credito aziendale. Il procuratore aggiunto di Roma Alberto Caverna ha notificato il provvedimento di chiusura inchiesta, atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio.

Al giornalista viene contestato il reato di peculato: secondo gli accertamenti svolti dagli inquirenti Minzolini avrebbe speso con la carta di credito aziendale 68 mila euro in più di quanto autorizzato in 14 mesi. In ogni caso, le somme di denaro oggetto di contestazione sono state restituite.

Si parla di 120 giorni in missione, 56 trasferte, 40 delle quali sarebbero avvenute nel fine settimana. C’è un soggiorno di nove giorni trascorsi a Venezia per il festival del cinema, una vacanza a Taormina, i viaggi a Istanbul, Londra, Marrakech, per due volte, due volte le puntate a Cannes. E poi Praga e Amburgo, Dubai, Ischia, Capri, Positano, Cortina e Madonna di Campiglio. In tutto Minzolini avrebbe speso, insomma, 86mila 660 euro a carico dell’azienda di Stato. Di questa somma, il giornalista ha restituito di recente 64 mila euro.

Nel luglio scorso il direttore del Tg1 era stato interrogato dai magistrati della Procura Roma. Il direttore si era difeso affermando di aver usato la carta di credito per spese di rappresentanza e, comunque, senza che i vertici aziendali avessero mai obiettato qualcosa. Agli atti dell’inchiesta c’è anche l’audizione dell’ex direttore generale Mauro Masi che al magistrato avrebbe escluso di aver autorizzato quelle spese.

L’indagine era partita lo scorso marzo, dopo la denuncia di alcune associazioni dei consumatori e dell’Idv. Nelle denunce si sosteneva che la carta di credito aziendale consegnata a Minzolini sarebbe stata abilitata per una spesa massima di 5.200 euro al mese. Tra luglio del 2009 e ottobre del 2010 il direttore del Tg1 avrebbe invece utilizzato la carta per spese extra pari a 86mila euro, circa 68mila euro in più rispetto a quanto (circa 18mila euro) il direttore del Tg1 sarebbe stato autorizzato a sforare da Masi.

Tra gli atti depositati figurano anche i verbali del consiglio di amministrazione della Rai, gli atti dell’indagine interna condotta da Masi, le ricevute della carta di credito di Minzolini e gli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle presso la Deutsche Bank, che ha emesso la carta di credito Rai.

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