Mercati europei in ginocchio, Piazza Affari ancora maglia nera: – 2,46. Merkel frena UE su eurobond

Milano ancora in flessione

Chiusura in negativo per le borse europee con Milano peggiore piazza finanziaria del Vecchio Continente. A Londra l’Ftse 100 cede l’1,01% a 5.040,76 punti, a Parigi il Cac 40 arretra dell’1,92% a 3.016,99 punti, a Francoforte il Dax 30 scivola del 2,19% a 5.480 punti. Chiude male il Ftse Mib a -2,46%. Giù anche Madrid -2,11%, Lisbona -0,3% e Atene -1,46%. Wall Street in lieve calo.

Fra i principali Unicredit ha chiuso in calo del 5,8% a 0,90 euro, Intesa Sanpaolo -5.35% a 1,13 euro, Fiat -4,3%, Exor -3,72%, Fiat Industrial -6,5%. Sono stati ancora i timori della recessione che hanno scatenato il panico fra i listini europei fin dalle prime battute. A metà mattinata gli indici del Vecchio Continente si sono discostati di poco da un calo di tre punti percentuali. Secondo gli operatori il mercato sta già scontando la recessione e si avverte un forte senso di incertezza che penalizza l’andamento delle piazze finanziarie.

Dopo l’avvio debole di Wall Street Milano ha limato leggermente le perdite e quando gli indici statunitensi sono passati in territorio positivo Piazza Affari è arrivata ad una flessione di mezzo punto percentuale. Ma l’andamento incerto delle borse Usa non ha convinto i mercati europei e ha annullato il tentativo di ripresa. Il ftse All Share ha terminato le contrattazioni in ribasso del 2,12%, Ftse Star -0,64%. Banche e settore auto i settori più penalizzati dalle vendite, con diversi titoli sospesi e poi riammessi agli scambi.

Fra i bancari è andata male anche a Mps che ha ceduto il 2,31%, Banco Popolare -1,92%, in controtendenza Bpm che ha guadagnato il 3,2%. E’ andata meglio al settore assicurativo con FonSai in rialzo del 2,57%, Milano Assicurazioni +2,9%, Generali +0,77%, Unipol +1,64%. Nel mirino delle vendite anche molti titoli industriali: Pirelli ha chiuso in calo del 2,61%, Telecom Italia -3,37%. Buona la seduta di Finmeccanica, +2,9%. In calo gli energetici: Enel -2,16%, Eni -2,5%.

L’Ue intanto oggi apre all’emissione di Eurobond: la Commissione europea sta studiando infatti una bozza di progetto. A poco meno di mezz’ora dalla chiusura i mercati dell’Europa sono tutti in calo tranne Londra che è piatta: Francoforte perde l’1%, Parigi lo 0,6% e Madrid l’1,8%. Per Piazza Affari la flessione è dell’1,1%%.

Wall Street dopo un’apertura in calo vira in territorio positivo facendo rimbalzare il barile Usa sopra quota 82 dollari. I future del Light Crude avanzano di 40 cents (0,49%) a 82,78 dollari al barile, dopo aver toccato un minimo di 79,17 dlr. L’oro, bene rifugio per eccellenza, segna l’ennesimo record spinto verso l’alto proprio dalle burrasche dei mercati finanziari. Il metallo giallo tocca un nuovo massimo storico a 1.877 dollari l’oncia.

Da Bruxelles il portavoce del commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn fa sapere che «la Commissione Ue è impegnata a presentare uno studio sugli Eurobond». L’Ue, spiega il portavoce, sta ancora studiando la fattibilità dell’introduzione degli Eurobond e un’eventuale proposta legislativa sarà nel caso avanzata «successivamente». All’inizio di agosto, Rehn aveva detto che un rapporto potrebbe essere presentato al Parlamento europeo dopo l’estate.

La Cancelliera tedesca Angela Merkel ribadisce la propria contrarietà agli Eurobond dopo l’apertura del Commissario europeo Olli Rehn. «Si tratta di un pendio scivoloso, la situazione potrebbe peggiorare e noi non vogliamo arrivare a questo. Se tutti i debiti venissero messi in un solo contenitore non capiremmo da dove vengono. Gli eurobond non darebbero la possibilità o il diritto ai più di intervenire per forzare la disciplina finanziaria degli altri», ha spiegato la Merkel.

Oltreoceano Jp Morgan rivede al ribasso le stime di crescita degli Stati Uniti e riconosce che ci sono «alti rischi di una recessione». Il pil nell’ultimo trimestre 2011, secondo gli analisti della banca d’affari, si attesterà all’1% rispetto al 2,5% attualmente stimato. Nel primo trimestre 2012, la crescita dell’economia statunitense sarà soltanto di mezzo punto contro l’1,5% stimato. Tornando in Europa, il ministro delle Finanze ellenico Evangelos Venizelos avverte che l’economia greca registrerà una contrazione del 4,5% quest’anno. «Nei mesi scorsi la stima era di una contrazione tra il 3,8% e il 3,9%. Adesso il range è innalzato al 4,5%».

Il ministro aggiunge che i dettagli del secondo intervento Ue/Fmi per la Grecia non saranno definiti prima della metà di ottobre prossimo ed escluse in ogni caso l’adozione di nuove misure di austerità.

Unico dato positivo sono i prezzi alla produzione in Germania che registrano un aumento congiunturale dello 0,7% a luglio scorso e tendenziale del 5,8%. La crescita è superiore alle attese degli analisti che stimavano +0,1% sul mese e +5,3% sull’anno.

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