Secondo i dirigenti dell’ospedale “non è certo che la malattia arrivi dall’infermiera del Bambino Gesù”

analisi in ospedale

Non è sicuro che la bambina di cinque mesi affetta da Tbc ricoverata all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma sia stata contagiata dall’infermiera del Policlinico Gemelli, anche lei colpita dalla stessa malattia, con la quale tempo fa la piccola venne a contatto. A porre dei dubbi sulla effettiva relazione tra i due casi, scatenando il giallo Tbc, è Filippo Berloco, della direzione sanitaria del Gemelli.

“In questo momento nessuno può affermare con certezza che ci sia una relazione” tra la bimba ricoverata al Bambino Gesù di Roma e il caso dell’infermiera del Policlinico Gemelli. “Anzi – precisa Berloco -, piuttosto, alcuni elementi potrebbero far pensare che non ci sia una relazione”.

“Proprio perché parliamo di un caso ‘vecchio’, cioè di una bambina nata il 22 marzo, pensiamo che potrebbe essere troppo presto perché in quel momento l’infermiera fosse contagiosa. La decisione concordata con la Asl – ha concluso il dirigente – è stata comunque quella di chiamare tutti i bambini nati dal primo marzo a luglio, cioè quando la persona non ha più lavorato”.

Il caso dell’infermiera malata di Tbc era esploso nelle ultime ore: la donna che ha contratto la malattia presta infatti servizio come infermiera al nido del Policlinico Gemelli. Una volta scoperta la malattia, erano stati predisposti dei controlli su un migliaio di bambini che erano venuti a contatto con l’infermiera. E in un primo momento era sembrato che la piccola fosse proprio un caso di contagio. La bambina è stata ricoverata a metà luglio perché cresceva poco ed è stata sottoposta ad alcuni esami che hanno riscontrato appunto la presenza del batterio della tubercolosi. La bambina è stata dunque trasferita nel reparto di Malattie infettive, ed è in buone condizioni.

Sono già 15 i neonati sottoposti ai test per la tubercolosi “per motivi precauzionali” al Policlinico Gemelli di Roma. I piccoli fanno parte appunto dei mille neonati transitati tra marzo e luglio al nido dell’ospedale romano, dove ha lavorato l’infermiera risultata malata di tbc.

“Ne visiteremo 25 al giorno e in tre mesi saranno tutti controllati”, spiega Costantino Romagnoli, il responsabile del Reparto di neonatologia. “Abbiamo cominciato giovedì mattina – precisa Romagnoli – con le visite e i prelievi di sangue per il test biologico. I piccoli che abbiamo visto stavano bene e i genitori erano tranquilli”.

L’obiettivo, spiega il medico, non è individuare il bambino malato che, nel caso di sintomi, “viene portato dal pediatra o all’ospedale, e fa gli esami necessari indipendentemente da rischio tubercolare” ma “escludere che ci sia la malattia allo stato latente, ovvero i casi in cui c’è stato contagio, ma la malattia non si è sviluppata”.

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