L’allarme di Morgan Stanley: la crescita mondiale rallenta. Torna la grande paura sui mercati: Milano è ko

Piazza Affari

Una vera e propria tempesta si è abbattuta sui mercati mondiali, con le Borse che da Milano a New York hanno chiuso con pesantissime perdite. A pesare sul giovedì nero soprattutto le paure di una nuova violenta crisi finanziaria e quelli per una nuova recessione.

Dopo il crollo di tutte le principali piazze europee, Wall Street ha subito la stessa sorte: al suono della campanella il Dow Jones segnava un -3,65%, il Nasdaq un -5,18% e lo S&P un -4,46%. A trascinare la Borsa di New York in profondo rosso soprattutto la pioggia di dati negativi che hanno caratterizzato la giornata negli Stati Uniti: dall’aumento delle richieste dei sussidi per la disoccupazione, al tonfo dell’indice Fed di Philadelphia che misura l’andamento del settore manifatturiero nel distretto orientale americano; dal drastico calo delle vendite di case esistenti, al taglio delle stime sulla crescita mondiale da parte della banca d’affari Morgan Stanley.

Sull’andamento di Wall Street – spiegano gli osservatori – ha pesato anche la notizia della Fed che ha messo sotto osservazione le filiali delle banche europee, preoccupata per l’impatto che potrebbe avere sugli Stati Uniti la crisi del debito sovrano che agita il Vecchio Continente. Proprio l’Europa ha vissuto una vera e propria giornata di panico, bruciando quasi 300 miliardi di euro, di cui 20 solo a Piazza Affari, che ha chiuso la giornata a quota -6,5%. Ma sono stati tutti i principali listini europei ad affondare, con Francoforte a -5,82% e Londra a -4,49%. A beneficiare della situazione è stato il bene rifugio di sempre, l’oro, che ha raggiunto l’ennesimo record storico segnando a New York quotazioni a 1.829,40 dollari l’oncia (un grammo costa a 40,9 euro). Tra i giganti europei le perdite più pesanti riguardano i titoli bancari, con Dexia e Societè Generale in calo di oltre il 12%, sui timori per gli approfondimenti Fed negli Usa.

A Milano la Fiat va a fondo dell’11% in una giornata di passione per tutto il comparto auto, dopo uno studio fosco di Goldman Sachs sulle vendite di auto in Europa nel 2012. Sul gruppo torinese pesano però anche timori a parte, legati all’erosione della quota di mercato in Brasile. A Milano, poi, la tempesta si scatena ancora una volta sugli istituti di credito già pluritartassati nelle infuocate sedute di Borsa di agosto: Intesa Sanpaolo perde il 9,26%, il Banco Popolare il 7,69% e Unicredit il 7,41%. Ma non ce n’è per nessuno, in tutto il listino sono una manciata i titoli in positivo, mentre è tutto in rosso il paniere che racchiude i 40 gioielli di Piazza Affari.

[dailymotion]http://www.dailymotion.com/video/xkj96m_crisi-se-piazza-affari-vale-meno-di-apple-e-google-messe-insieme-l-economia-2-0-batte-i-200-anni-di_news[/dailymotion]

© Riproduzione Riservata

Commenti