L’attrice “innamorata” di Berlusconi ora flirta col finiano. “Italo attratto da me, preferisco il presidente”

Sabina Began

Italo Bocchino, il capogruppo di Fli, fotografato a Ravello con Sabina Began, una bellissima attrice. Sin qui niente di eclatante.

Tutto normale se non fosse che la Began è la stessa donna avvenente che qualche tempo fa andò in tv per raccontare i suoi rapporti “intimi” con Silvio Berlusconi e la sua presenza alle feste di Arcore.

Il deputato del Fli va in vacanza con la sensuale Sabina, si fa ammaliare e viene pure sorpreso in atteggiamenti “roventi” ma poi si difende: “Mi hanno teso una trappola”. Lei precisa: “Volevo farli riconciliare, è stata una mia iniziativa”. Una missionaria di Silvio, insomma, inviata dal contestatore fedelissimo di Fini?

“È nato tutto per caso – afferma la Began – e si è creata una bella amicizia. Italo mi è stato subito simpatico. Quando è entrato nella mia vita, poi, ho pensato di dover fare qualcosa di buono, di mettere fine a questo stupido odio fra lui e il presidente. Ho cercato di fargli capire che non serve tutto questo odio».

«Italo e io ci siamo incontrati a Roma, due mesi e mezzo fa, al ristorante Assunta Madre, dove vado spesso. I nostri sguardi si sono, come dire, incrociati in quel ristorante. Lui, dopo che mi ha vista, ha chiesto al proprietario chi fossi”.

“All’inizio non aveva ben collegato, poi, quando ha capito, mi ha voluta conoscere. Si è seduto al mio tavolo, dove ero a cena con due amiche. Io ero senza parole: proprio lui! Ma era simpatico, mi faceva ridere e direi che è stato molto coraggioso», incomincia la Began. «Lui ha chiesto il mio numero, mi ha chiamato. Ci siamo rivisti, andavamo a cena, a casa sua o al ristorante. Ma fra noi, lo chiarisco, è nata solo un’amicizia».

Poi una breve vacanza a Ravello, sulla Costiera amalfitana, da amici. «Ci siamo andati insieme, da Roma», racconta la Began. Alla domanda del giornalista se si fossero serviti di un’auto di servizio o di una vettura privata, l’attrice precisa: «Non amo parlare di queste cose, ma era di servizio e c’era anche la scorta».

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