Berlusconi e il suo governo ci spingono sempre più nel baratro: eppure nel Paese si continua a far finta di nulla

Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi

Dire che abbiamo toccato il fondo forse è un eufemismo. Anche le parole sembra inutili, impotenti. Si ha la sensazione ogni giorno di essere  piombati in  un tunnel sempre più oscuro e profondo, da cui sembra di non riuscire a vedere la via di uscita.

La manovra del Governo che doveva risollevare l’Italia colpisce non i detentori della ricchezza, ma il popolo delle partite Iva. Non è come ci si sarebbe aspettati una manovra volta a ridistribuire la ricchezza, a trovare le risorse per ripianare il debito e allo stesso tempo per rilanciare l’economia, ma un ulteriore salasso per i cittadini. Per quei cittadini che lavorano, che  producono ricchezza, che ci fanno stare ancora a galla, nonostante tutto.

Il contributo di solidarietà è ben poca cosa e ci viene quasi spontaneo dire che la montagna ha partorito un topolino.

Ed ancora una volta colpisce dinanzi a tutto questo l’inerzia degli italiani ed anche dei media. Basta accendere la TV per avere la percezione che siamo effettivamente ad un bivio senza ritorno. Bossi che insulta Brunetta e che parla di secessione senza che nessuno si scandalizzi di tutto questo.

Ma come  è possibile, ci domandiamo che i leghisti  e l ‘area più ricca di Italia si riconosca in un capo che ha come soli argomenti il turpiloquio e che non riesce a fare nulla di concreto (oltre le quote latte ovviamente!) non solo per l’Italia, ma anche per la Padania? Un capo che tiene inchiodati i propri militanti attraverso una serie di offese che ogni tanto lancia contro i suoi avversari e che poi si rivela inconcludente ed incapace di elaborare proposte di sistema per rilanciare l’Italia.

In questi giorni poche cose sono emerse. La prima è che la classe politica italiana è impreparata a fronteggiare la crisi, e che non ha neanche lo spessore per aprire un serio dialogo con gli altri partner europei che sembrano essere grosso modo, anche se con alcune differenze, dello stesso spessore dei nostri leader: cioè anche loro degli improvvisati e non dei politici.

È questa forse la vera emergenza contro cui ci sentiamo impotenti. Chi dovrebbe avere le competenze e il carisma per tirarci fuori dal baratro in realtà non sa cosa fare e tiene a bada l’opinione pubblica nascondendo ai più la serietà e la drammaticità del momento.

Le televisioni invece di aprire un serio dibattito sulla questione si limitano a stilare ogni giorno necrologi o far vedere che la vita degli italiani continua come se nulla fosse e che in fondo la crisi non c’è perché anche quest’anno gli italiani hanno festeggiato il ferragosto.

La realtà invece, e tutti lo sappiamo, è ben altra. Molti lidi questi anni sono stati quasi deserti e la gente cerca di spendere il meno possibile, perché il risparmio  è divorato da un carovita altissimo, dal costo delle assicurazioni, degli affitti, dei trasporti, dei carburanti,ecc.

Ma  rispetto a tutto questo gli italiani preferiscono far finta di nulla. Preferiscono chiudersi nel proprio guscio, lamentarsi l’uno con l’altro, patire la fame. Non osano a differenza degli indignati spagnoli far sentire la loro voce ai propri governanti, che nel frattempo continuano a spremerli, a chiedere risorse, ad alzare l’età pensionabile.

la manovra che fa discutere

È  una realtà questa che tutti noi possiamo purtroppo toccare con mano e che come un cancro ci sta divorando. Cosa dovrebbe fare l’Italia in questo momento per uscire da questo tunnel? Noi crediamo che dovrebbe svegliarsi dal lungo torpore ed anche rapidamente.  Dovrebbe avere il coraggio di mandare a casa una classe politica incapace e pretendere velocemente il ricambio e soprattutto nuove regole ed una nuova generazione di politici, che dovrebbero in brevissimo tempo varare delle norme che consentano la ridistribuzione della ricchezza al fine di ridurre il debito e di rilanciare l’economia.

Ma non solo. L’Italia in questo momento dovrebbe recuperare il proprio ruolo nel Mediterraneo e soprattutto in Europa. Dovrebbe far capire a Francia e Germania che il problema non è solo italiano e che dalla crisi si esce mettendo rapidamente fine alla guerra in Libia e scrivendo una nuova pagina della storia dell’Europa.

Così come è stata creata oggi l’Europa appare ai mercati solo come una struttura pesante, come un grande carrozzone, come una macchina farraginosa che sa solo stanziare contributi per le aree depresse, ma che non riesce a produrre sviluppo e crescita. L’euro non facilità il ruolo nell’economia mondo dei vari stati che hanno aderito alla moneta unica, ma ha solo innescato il male dell’inflazione che  da diversi anni sta erodendo la nostra ricchezza.

Ma per fare questo servono uomini nuovi e politici capaci di avere il senso dello stato, buon senso, e capacità di ascolto. Servono figure di alto spessore, lungimiranti, e non rozzi bruti che si insultano a vicenda come se si fosse ad un torneo di lotta. Ma soprattutto è necessario che gli italiani abbiano il coraggio di alzare la testa e di prendere in mano le redini del proprio futuro!

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