La manovra sopprime la festa del Patrono di Napoli ma il cardinale Sepe avverte: “il miracolo non si sposta”

cardinale Crescenzio Sepe

«Sappiamo che alla festa liturgica di San Gennaro si accompagna sempre e da secoli l’evento prodigioso e straordinario della liquefazione del suo sangue. Se dunque si tratta di un evento particolare non determinato da mano e da volontà dell’uomo, è evidente che non può essere spostato ad altra data , più o meno vicina a quella che è legata alla storia del santo e di Napoli».

È quanto si legge, in una nota dell’arcidiocesi di Napoli, ed è il monito in particolare del cardinale Sepe in merito all’eventuale cancellazione della festa del santo patrono, previsto da Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi nella manovra del governo. «È chiaro quindi che nessuna manovra politica e finanziaria, pur rispettabile, potrà mutare la storia e coartare in qualche modo la volontà del nostro santo patrono. Si adottino pure le opportune misure finanziarie che la delicatezza e la serietà del momento impongono e che tutti debbono osservare ma per la Chiesa di Napoli la solennità religiosa di San Gennaro resta fissata per il 19 settembre e per il corrispondente giorno della settimana», si legge sempre nella nota.

«Resta comunque anche l’auspicio che alla fine prevalga il buon senso», conclude la nota.

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