Infuria la battaglia tra le forze di opposizione e i fedelissimi del Raìs: 26 oppositori morti, decine di feriti

guerra in Libia

Si infiamma la battaglia a Brega per il controllo della città. Sono almeno 26 i miliziani dell’opposizione libica rimasti uccisi oggi nel corso degli scontri con le truppe di Muammar Gheddafi nella città di Brega, nell’est della Libia. Lo riferisce il quotidiano di bengasi Quryna, precisando che la maggior parte dei ribelli sono stati vittime dei cecchini. Sono oltre 40, invece, quelli rimasti feriti.

Missile Scud di Gheddafi su Brega. Il lancio di un missile Scud, ieri da parte delle forze fedeli a Muammar Gheddafi, contro le postazioni degli insorti a Brega è «un segno di disperazione»: così un portavoce dei ribelli, Ahmed Bani, alla Bbc. «Quest’uomo userà ogni arma utile per tenere il suo regime in vita, anche per poche ore», ha detto Bani. «È sempre più chiaro oramai che i giorni di Gheddafi sono contati», ha invece commentato il portavoce della Casa Bianca Jay Carney. Lo Scud è stato individuato dalle forze Usa: è stato lanciato da una postazione nei pressi di Sirte, ed è finito a circa 80 chilometri da Brega, il terminal petrolifero a sud di Bengasi teatro da giorni di una dura battaglia tra lealisti e ribelli per il controllo degli impianti.

Gheddafi disporrebbe di circa 200 Scud nel proprio arsenale. Questi missili hanno una gittata di oltre 800 km, e possono trasportare una testata da una tonnellata. Il 15 aprile del 1986, in risposta ai raid Usa su Tripoli, i militari libici lanciarono due missili Scud su Lampedusa, che finirono in mare mancando il bersaglio.

Incontro a Tunisi tra le parti con inviato Onu. L’inviato speciale dell’Onu per la Libia, l’ex ministro degli esteri giordano Abdelilah Khatib, si sarebbe incontrato ieri sera con esponenti del regime di Gheddafi e dei rivoluzionari in un hotel nella zona del Lac, nella periferia nord di Tunisi. Nessuna comunicazione ufficiale su tale incontro, che però era venuto a conoscenza di cittadini libici attualmente a Tunisi. Costoro si sono radunati numerosi all’esterno dell’albergo e, in segno di protesta, secondo testimoni oculari, hanno assaltato e saccheggiato la vettura dell’inviato speciale di Ban Ki Moon e senza che la polizia intervenisse.

Cnt: vittoria alla fine del Ramadan. Il conflitto libico è entrato «in una fase decisiva», e gli oppositori al regime di Gheddafi sperano in una vittoria «per la fine del ramadan». Lo ha affermato il rappresentante in Francia del consiglio di transizione libico, Mansour Saif al-Nasr, parlando ai microfoni di Radio France International. «Le nostre forze – ha spiegato – controllano totalmente Zawiyah, che aprirà la porta verso Tripoli. Questo permetterà alla popolazione di rivoltarsi». Presto, ha proseguito, «libereremo tutto il sud della Libia. Speriamo di festeggiare la vittoria finale insieme alla fine del ramadan».

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