Tremonti “spreme” l’isola. Dagli enti locali ai Fas: 5 mld di tagli in 2 anni. E’ il federalismo del debito pubblico

Raffaele Lombardo e Giulio Tremonti

La nuova manovra governativa aggiunge circa 2 miliardi di ulteriori di tagli per i prossimi due anni a carico di Regione ed enti locali siciliani, che si aggiungono a quelli già previsti: 471 milioni nel 2012 e 869 milioni nel 2013 per la Regione, e almeno 200-250 per gli enti locali siciliani. A questi vanno ulteriormente sommati quelli connessi all’anticipata riduzione dei fondi Fas al 2012, che aggraverà la riduzione già effettuata di quasi 1,2 miliardi di euro.

Per fare un pò di ordine: un’emorragia di 3,5 miliardi di euro nel prossimo biennio, quasi 5 se si considerano anche i Fas.

Duro il giudizio dell’assessore regionale al bilancio, Armao, sulle scelte di fondo: «Non potendo più puntare, a breve termine, sul federalismo fiscale si realizza un federalismo del debito pubblico, che penalizza i soliti noti e si scarica sulle tasche dei meridionali, e in particolare dei siciliani».

E a Palermo ci si prepara alle contromosse: «A settembre – annuncia Armao – presenteremo una legge finanziaria attenta allo sviluppo, ma con innegabili sacrifici appesantiti dal rallentamento dell’impiego di fondi europei a causa della sopravvenuta minore capacità di finanziamento».

Un’assunzione di responsabilità politica che l’Mpa è pronta ad assumersi: «Si dovranno attuare delle rimodulazioni – anticipa Pistorio – riducendo i costi della burocrazia e della politica al minimo: sì alla soppressione delle province, sì all’accorpamento dei piccoli comuni. Ma stando bene attenti a due cose: non rispondere al vento dell’anti-politica con il populismo e garantire la tenuta di un sistema sociale che rischia di esplodere».

Armao parla dell’avvio dei tagli ai costi della politica regionale («Ma si tratta di un centinaio di milioni, rilevante soprattutto sul piano etico e simbolico»), aggiungendo nel calderone «il risanamento dei conti della sanità e la riduzione delle partecipate da 34 a 14», ma soprattutto richiama le misure per lo sviluppo, a partire dal «rilancio del credito d’imposta per gli investimenti con 120 milioni pronti per ottobre».

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