La deputata repubblicana: “basta soldi a Washington”. “Famiglia, patria e via Obama”

Michele Bachmann

Determinata nella difesa dei principi conservatori con la mano tesa verso democratici e indipendenti in fuga da Barack Obama: così Michele Bachmann si presenta a milioni di americani nelle interviste concesse ai cinque maggiori talk show tv domenicali all’indomani dell’exploit nello «Straw Poll» dell’Iowa.

Ad appena sette giorni dalla feroce foto di copertina con cui «Newsweek» di Tina Brown l’aveva descritta come una «donna rabbiosa», il successo nella consultazione che tasta il polso ai conservatori del Midwest trasforma la deputata del Minnesota nel personaggio del momento perché, come scrive Ben Smith su «The Politico», «assomiglia a una versione repubblicana di Obama in quanto ha vinto a sorpresa in Iowa e per i suoi elettori rappresenta il vero cambiamento».

I talk show di Nbc, Cbs, Cnn, Fox e Abc le offrono la possibilità di rivolgersi a tutti gli americani e Bachmann punta su messaggi moderati. Quando le chiedono come «pensa di vincere le elezioni se il Tea Party che lei sostiene piace solo al 40 per cento dei repubblicani?» risponde: «Democratici, indipendenti e repubblicani hanno tutti bisogno di lavoro, Obama su questo ha fallito e la mia ricetta, meno tasse e meno spesa pubblica, può risollevare l’America».

Racconta di incontri con «gli ex elettori di Obama venuti allo Straw Poll per votare per me» e quando David Gregory della Nbc le chiede a bruciapelo se «da presidente nominerebbe un ministro gay o ateo» lei ribatte: «Ciò che conta è la competenza, vale per tutti». Su Nbc e Cbs i conduttori le rimproverano di essersi vantata in passato di «essere sottomessa a mio marito» e lei ribatte «intendevo aver rispetto per lui» ma Gregory la sfida: «Per mia moglie sottomissione e rispetto sono cose assai differenti». E lei: «Nella mia famiglia si equivalgono».

La determinazione a difendere i «principi conservatori» la porta a richiamarsi a Ronald Reagan: «Sono una persona autentica, ciò che mi guida sono i principi in cui credo»: famiglia, Dio e amore per l’America. Ma il messaggio a cui tiene di più è l’apertura agli avversari: «Sui miei principi non faccio compromessi, ed è così che si guida una nazione, ma poi si compiono dei passi verso gli altri, l’importante è andare nella direzione giusta».

La biografia personale avvalora tale approccio: «Vengo da una famiglia democratica dell’Iowa, sono cresciuta in uno Stato liberal come il Minnesota facendo accordi bipartisan su temi come l’educazione, e nel mio distretto la maggioranza dei votanti sono indipendenti».
Da qui anche la mano tesa agli avversari nella corsa alla nomination repubblicana.

Su Tim Pawlenty, che nell’ultimo dibattito tv l’aveva duramente attaccata e ora si è ritirato, non infierisce: «Sono contenta che ha dato il suo contributo, gli auguro ogni bene» e a proposito di Rick Perry, il governatore del Texas in ascesa, osserva: «Più candidati ci sono meglio è, l’importante è sconfiggere Obama». Proprio con Perry ha cenato ieri sera a Waterloo, nella cornice di una serata di gala organizzata dagli allevatori di bestiame repubblicani, salendo assieme a lui sul palco fra le ovazioni di una platea che ha dimostrato di considerarli già come un possibile ticket presidenziale.

Ma la corsa alla nomination repubblicana è ancora lunga e l’interrogativo adesso è come Mitt Romney, finora favorito dai sondaggi, tenterà di riguadagnare l’iniziativa. Tradendo sorpresa per l’incontro Perry-Bachmann si è affrettato a far sapere: «Aspetto di vedere Michele per farle i complimenti per il successo».

Ciò che più colpisce nella gestione del momento di popolarità da parte di Bachmann è l’essere riuscita a superare indenne l’esame delle interviste tv, a differenza di quanto avvenne a Sarah Palin quando a fine agosto 2008 fu scelta da John McCain come vice. Forse non a caso spicca proprio il silenzio dell’ex governatrice dell’Alaska sull’inatteso exploit della deputata del Minnesota.

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