Ingegneri di Pechino studiano rottami dell’elicottero precipitato nell’assalto al rifugio di Bin Laden

uno dei Black-Hawk utilizzati in Pakistan

Ormai è più di un sospetto. Ingegneri cinesi hanno potuto fotografare e forse esaminare i resti del sofisticato elicottero americano precipitato durante il raid per uccidere Bin Laden. L’intelligence statunitense – secondo quanto ha rivelato il Financial Times – ritiene che i tecnici di Pechino abbiano avuto accesso a reperti sensibili. In particolare il troncone di coda – rimasto intatto dopo l’esplosione – e a superfici ricoperte di una vernice che rende il velivolo meno visibile ai radar.

Mettere le mani sui segreti (o parte) della speciale versione del Black Hawk può rappresentare un grande vantaggio per i cinesi, costantemente alla caccia di tecnologia avanzata. Gli 007 americani, dopo il blitz contro il rifugio di Osama, hanno intercettato comunicazioni radio e telefoniche dove ufficiali pachistani parlano di invitare i cinesi a esaminare i rottami dell’elicottero.

Propositi che sarebbero stati seguiti da una ricognizione di esperti mandati da Pechino. Ma su quest’ultimo aspetto, gli agenti Usa non ne hanno la certezza e sono ancora alla ricerca di conferme.

Il favore dei pachistani ai cinesi è legato a due elementi. Il primo è la profonda collaborazione militare tra i due paesi, concretizzata da ingenti forniture da parte di Pechino. Il secondo è un dispetto fatto da Islamabad a Washington: le relazioni tra quelli che dovrebbero essere degli alleati sono tempestose. E in particolare nelle questioni di intelligence.

I pachistani non hanno certo gradito di essere stati tenuti all’oscuro della missione che ha portato all’eliminazione di Osama. Inoltre non tollerano gli atti di guerra segreta condotti dagli Usa nell’area tribale con droni e forze speciali. In occasione dell’Operazione Geronimo, le forze statunitensi hanno usato una versione speciale del Black Hawk, un velivolo realizzato per trasferire commandos dietro le linee nemiche e sfuggire ai radar. Tra i primi a identificarne le caratteristiche l’esperto aeronautico italiano David Cenciotti che ne ha anche realizzato una elaborazione grafica accurata.

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