Sostanze tossiche per ordigni: nello Yemen i jihadisti lavorano semi di ricino in appositi laboratori

La morte di Osama Bin Laden non ferma Al Qaeda

Al Qaeda vuole produrre piccoli ordigni contenenti sostanze tossiche. Bombe da far esplodere in ambienti chiusi – come un centro commerciale – o un aereo. In particolare i terroristi, da oltre un anno, lavorano alla messa a punto della ricina nella provincia yemenita di Shabwa. I jihadisti hanno acquistato grandi quantità di semi di ricino – ha rivelato il New York Times – e li hanno poi trasferiti in rudimentali laboratori. Una ripetizione, insomma, di quanto provarono a fare i seguaci qaedisti in Iraq.

L’obiettivo, avvertono gli esperti, non è facile da raggiungere. Per trasformare la sostanza in arma servono particolari condizioni – il caldo e il clima secco dello Yemen non aiutano – e non è detto che funzioni.

L’intelligence ha precisato che non vi è alcuna minaccia imminente, tuttavia la Casa Bianca è stata informata. Le notizie raccolte dagli 007 americani hanno trovato – in parte – conferme nelle parole degli estremisti, che hanno ipotizzato l’uso di armi chimiche e della ricina.

A preoccupare la sicurezza statunitense sono due elementi. Il primo che Al Qaeda nella Penisola arabica – fazione che raccoglie yemeniti e sauditi – ha dimostrato di avere grandi ambizioni. Per due volte ha cercato di distruggere aerei civili. Prima con l’attentatore delle mutande bomba, poi con esplosivi celati nelle cartucce per stampanti. Fallimenti che hanno dimostrato che gli artificieri sono abili ma non abbastanza.

Tuttavia, con il tempo, possono migliorare le loro tecniche. E anche solo a livello propagandistico usare un ordigno con sostanze velenose sarebbe un grande colpo. L’altro risvolto è quello della realtà yemenita. Per gli 007 la regione è diventato un grande rifugio per terroristi. I qaedisti locali collaborano con quelli somali e soprattutto hanno capacità di attirare elementi occidentali.

Questo grazie alle prediche via Internet e ai contatti mantenuti da Anwar Al Awlaki, un imam nato negli Usa ma di origini yemenite. Un piccolo Osama con un buon seguito nell’arena jihadista.

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