Budget ridotti e produzioni cancellate: Johnny Depp, Tom Cruise ed Eminem “vittime” eccellenti dei tagli

Tom Cruise

Le produzioni hollywoodiane costano troppo, soprattutto per i tempi che corrono. E i progetti cadono come le mosche. Ecco così che a poco più di due mesi dall’inizio delle riprese, la Disney ha deciso di fermare uno dei suoi progetti più importanti per il 2012, il remake di The Lone Ranger (Il ranger solitario), cult western nato alla radio negli anni ’30, che ha originato, fra gli altri, un serial cinematografico e varie serie tv.

La regia del film era stata affidata a Gore Verbinski (Rango), con Johnny Depp come star e la produzione di Jerry Bruckheimer, che con l’attore ha già realizzato la tetralogia dei Pirati dei Caraibi. «I motivi dello stop sono economici e non legati a motivi artistici», precisa Hollywood Reporter, e rientrerebbero nei piani di tagliare i costi delle produzioni.

Il budget della pellicola pare fosse già lievitato oltre i 230 milioni di dollari, sforando la cifra decisa dalla Disney di 200 milioni. Nel film (per cui era stata decisa come data d’uscita il 21 dicembre 2012) Depp avrebbe interpretato Tonto, l’indiano a fianco del ranger mascherato (Armie Hammer, già visto in The social network nel doppio ruolo dei gemelli Winklewoss) nella lotta ai fuorilegge. Del cast, che non era ancora completo, faceva parte come protagonista femminile Ruth Wilson, lanciata dalla serie tv britannica Luther.

Lo stop potrebbe non essere definitivo, visto l’interesse di Depp al film. Bruckheimer proverà a salvare il suo western ricominciando più avanti la produzione con un budget nettamente più basso – scrive Variety – o portando il film a un altra major.

Il blocco a The Lone ranger deciso dalla Disney – esposta su altri progetti con budget fra i 200 e i 300 milioni di dollari, come il fantascientifico John Carter, per cui pare ci sia bisogno di rigirare varie scene, e Oz: The great and powerful di Sam Raimi con James Franco, prequel de Il mago di Oz – rientrerebbe nella nuova politica di rigore di Rich Ross, presidente dei Walt Disney Studios dal 2009. Per lo stesso motivo era stato cancellato a marzo il remake in 3D di Yellow Submarine, il film con le musiche dei Beatles a cui stava lavorando Robert Zemeckis: una decisione presa dopo il disastroso risultato al botteghino di un’altra produzione del regista, Mars need moms.

È rimasto senza casa di produzione anche il mega progetto The dark tower, composto da una trilogia di film e due serie tv, con le riprese del primo lungometraggio fissate per quest’estate, che il regista Ron Howard, voleva trarre dalla serie di sette romanzi scritta da Stephen King. La Universal a fine luglio ha fermato tutto, dopo che, secondo il Los Angeles Times, i realizzatori avevano rifiutato la proposta di ridurre l’adattamento a un solo film.

Sempre la Universal aveva già bloccato a marzo At the mountains of madness, horror da 150 milioni di dollari che il regista messicano Guillermo del Toro voleva trarre dal classico Alle montagne della follia di H.P Lovecraft. Il film, con Tom Cruise come protagonista e riprese che sarebbero dovute partire a giugno, è stato giudicato un rischio economico troppo grande.

Non è andato oltre la preproduzione neppure In the Eights, adattamento da 37 milioni di dollari del famoso musical di Broadway. Avrebbe dovuto dirigerlo Kenny Ortega, ora approdato alla regia del nuovo Dirty Dancing. Infine, fra gli altri film nel limbo, c’è Southpaw di Antoine Fuqua, dramma sulla boxe appena scaricato dalla Dreamworks, che avrebbe riportato sul set il rapper Eminem come protagonista a nove anni dal semi-autobiografico 8 Mile.

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