Oswaldo Montoya si apprestava ad eliminarne altre 6: le avrebbe fatte a pezzi e abbandonate su una strada

Oswaldo Montoya

La polizia messicana ha arrestato un superkiller dei narcos. Oswaldo Montoya, 36 anni, detto El Compayito, era il capo dell’organizzazione La mano con gli occhi e agiva nella zona di Città del Messico.

Il boss ha ammesso di aver ucciso 300 persone e di averne fatte eliminare altrettante. Se non lo avessero catturato – ha aggiunto – era pronto a compiere un altro massacro programmato per il fine settimana: 6 uomini dovevano essere eliminati, fatti a pezzi e abbandonati nel mezzo di una strada in segno di ammonimento. Rivali o probabilmente elementi che erano pronti a tradirlo. Come altri gruppi, i sicari della Mano hanno usato tecniche brutali: dalle decapitazioni di gruppo – in un caso 25 vittime – agli squartamenti.

Ex poliziotto, disertore, addestrato con i miliziani guatemaltechi Kaybiles, Oswaldo Montoya, ha lavorato come responsabile della “sicurezza” del cartello Beltran Leyva e di La Barbie, altro assassino feroce. Quando l’organizzazione ha subito una serie di scissioni, Montoya ha creato la sua fazione, La mano con gli occhi. I suoi uomini, oltre a occuparsi del traffico di stupefacenti nella parte centrale e nel nord del paese, hanno condotto attacchi contro gang rivali. Nell’ultimo anno, la polizia e l’esercito hanno aumentato le azioni repressive contro “la mano” arrestando quasi una trentina di elementi.

Un’offensiva che ha coinvolto anche altri cartelli. Decisivo, in alcuni casi, l’aiuto dell’intelligence americana. Gli Usa hanno creato un “fusion center” in Messico, dove cooperano funzionari di agenzie diverse. Dall’Fbi alla stessa Cia. Un centro dove affluiscono dati investigativi, intercettazioni e informazioni poi passate alla sicurezza messicana.

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