Una data da non dimenticare, una ricorrenza da ricordare: 14 agosto 1943, gli Alleati a Taormina. Cenni storici a tal riguardo sono stati raccolti da Piero Arrigo, ricercatore ed esperto dei fatti locali della II guerra mondiale.

“La mattina iniziò con un furioso bombardamento navale da parte di quattro unità della Royal Navy posizionate al largo di Isola Bella e Mazzarò. L’obiettivo era la fiumara di Letojanni lato strada per Gallodoro che ospitava alcune divisioni tedesche in ritirata che vi avevano trascorso la notte. I colpi sibilavano sulle nostre teste e passavano radenti il cocuzzolo di Monte Ziretto per poi cader a parabola verso la Galleria scavata nella roccia prima di Melia. Lungo la statale si vedevano nuvole di polvere ed un intenso sferragliare di Panzer diretti verso Capo S.Alessio. Ogni tanto si udiva pure qualche scoppio proveniente dalle Gallerie ferroviarie minate dai Tedeschi che saltavano in aria. In cielo ronzavano i caccia alleati senza tregua  perché ormai decollavano da Fontanarossa e mitragliavano ogni movimento sospetto anche sulle campagne. A mezzogiorno l’antiaerea di Castelmola e Madonna Rocca tacque definitivamente mentre un silenzio spettrale avvolgeva la montagna dove eravamo sfollati.” Così ricorda quel giorno il Prof.Giacomo Altavilla, da tempo ormai scomparso, nel suo diario.  Ogni tanto arrivavano notizie frammentarie che gli alleati erano giunti a Giardini.

In effetti erano già  sbarcati a Schisò perché il Ponte Alcantara era stato fatto saltare dai Fallsschirmjagers ( corpo speciale di paracadutisti con lo scopo di proteggere la ritirata n.d.r.)  e quindi per passare bisognava imbarcarsi nella spiaggia di S.Marco con i L.C.T.  ed aggirare le foci del fiume.

La Provinciale per Taormina era stata colpita dalle bombe navali ed al timpone di fronte al Campeggio S.Leo ci avevano pensato ancora i Tedeschi in fuga . Fu così che la prima avanguardia britannica salì dall’accorciatoia di S.Vincenzo ed il resto della truppa da Madonna delle Grazie. Racconta lo scrittore Sandro Attanasio che ai primi militari giunti al Teatro Greco il custode , dando loro il benvenuto, disse  che “la Sicilia ha molto sofferto per causa di Roma” quasi per prendere le distanze da quel Fascismo che ormai a Taormina era definitivamente tramontato.

Man mano che passavano le ore i mezzi blindati facevano capolino in città dopo che era stata sgombrata via Pirandello dai genieri  e parcheggiavano al sicuro sotto gli alberi della Villa Comunale. Un carro armato si era pure temerariamente avviato verso l’arco dei Cappuccini “allargandolo” al suo passaggio e parcheggiando al centro del mercato .  Ancora Altavilla racconta : “Dopo la Chiesa di S.Antonio grossi carri armati con soldati seduti sopra gli affusti dei cannoni, sorridono, distribuiscono cioccolatini e chewing gum, nonché biscotti e carne in scatola ai bambini festosi che li circondano. Antistante la Pensione Blundo ( ex Garden ora Ristorante Tirami Su n.d.r.) c’è un mercato spontaneo di contadini che vendono patate, peperoni e pomodori. Gran confusione di gente. Dopo l’Arco alcuni militari raccolgono con le borracce l’acqua fresca. In piazza Badia, di fronte a D’Arienzo c’è un proclama “ this town is out of bounds for all rank” (questa città è preclusa a tutti i ranghi dei militari n.d.r.) Ufficiali Inglesi calmi e tranquilli con la pipa in bocca passeggiano sul Corso, spostandosi solo al passaggio di qualche jeep . Il gran fossato  di fronte Romano ( opera di una bomba d’aereo dei primi d’agosto n.d.r.) è già stato coperto ma la Casa di Costanzo è ancora sventrata ed un lampadario pende  lugubremente dal soffitto ( attuale Banco di Sicilia n.d.r.). Nella Galleria Costanzo invece , Palazzo Zuccaro-Policastrello della Baronessa Calanna, c’è la sede del Town Major  ( il Municipio militare inglese n.d.r.), l’Head Quartier  è invece a Casa Rosa all’inizio di via Fazello.”

Questa è la sintesi dell’occupazione inglese di Taormina e del “day after” quando la vita lentamente riprendeva nella nostra città dopo 34 giorni di guerra.

L’unica “vittima” eccellente di quel giorno fu l’Avv. Cesare Acrosso, che arrestato dal suo “amico”  Peters, Maggiore dell’esercito britannico, a causa del grado che ricopriva in sede locale, fu tradotto nel Campo di Concentramento di Priolo, mentre “tutti gli altri” , Gerarchi, Segretari politici etc.  la fecero franca.

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