Il peruviano: “ho letto di una trattativa vedremo”. L’offerta bianconera alla Fiorentina: 10 mln e Amauri

Juan Manuel Vargs

Vargas si avvicina. E per più motivi. Intanto, fisi­camente, perché finalmente è rientrato dal suo Perù e oggi Mihajlovic lo vuole vedere al­l’opera sul campo di San Piero a Sieve, nel Mugello; insomma, prime rombate al Mugello, do­ve Ferrari e Ducati aprono il gas.

E poi virtualmente, perché sottotraccia la Juve porta avanti le sue mosse per acqui­stare l’esterno sinistro.

Nulla di defi­nitivo, i tempi ancora non sono maturi, ma l’assalto è partito. Dopo le schermaglie delle set­timane scorse (ti do Martinez, vabbé Motta e Grygera, scor­datevi Quagliarella fino a pro­va contraria: tutti in teoria però potrebbero tornare in gio­co), si riprova con una svolta monetaria: dieci milioni sul piatto con l’aggiunta di un gio­catore. Chi? Amauri è un’idea, non una certezza.

Nel frattempo, ecco El Loco. Cappellino in te­sta, giubbotto, guardia del cor­po a fendere la folla, anche di ammiratrici oltreché di giornalisti.

All’aeroporto di Li­ma, l’altra notte, è stato caos. Una miriade di microfoni a in­seguirlo e Vargas a dire pochi concetti, prima di andare ai controlli. «Niente più vacanze. Ora si torna a lavoro. Io non so nulla della Juventus, quello che so è perché è emerso dai media. Sto tornando alla Fio­rentina, al resto penseremo più tardi».

Questa volta aveva il documento sostitutivo del permesso di soggiorno, quindi è salito sull’aereo. Ed è regolar­mente arrivato, avvicinandosi anche alla Juve. Dindi più… Amauri. Sarebbe la soluzione gradita in primis da Mihajlo­vic, che così risolverebbe i pro­blemi in attacco. Ma sul brasi­liano d’Italia resiste la spada di Damocle dell’ingaggio.

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