Qual’è il vero confine tra professione e puro impeto di comunicare? L’approccio ai libri: come fare e perchè

l'arte di scrivere

Dare consigli circa la scrittura è sempre un azzardo. Quanto seguirà non ha la pretesa di insegnare a scrivere, giacché neanche la sottoscritta è un campione in merito, ma semplicemente portare la mia esperienza personale e magari, dare un piccolo contributo a chi, come me, non sa dove mettere le mani. Come dire… mal comune…

Iniziamo precisando che, evitare di definirsi scrittori non  è opportuno, finché non avrete pubblicato almeno una ricetta di cucina regionale.

Per quanto mi riguarda, avrei mantenuto questa buona abitudine anche dopo il centesimo racconto se non fosse che, scrivendo su un blog e recensendo libri, è stato sollevato il problema del… “chi sei; cosa fai; in qualità di…

Credo di aver compreso che non ci sia nulla di più fugace e aleatorio della “vena creativa”.
Scrivere non è una professione o un mestiere, ma una necessità, un impeto irrefrenabile, una malattia… insomma.

All’improvviso vi saltano in mente sette storie da raccontare. Le scrivete, ma… potrebbe essere tutto lì. Se non poter vedere le vostre opere pubblicate poi, vi demotiva al punto che smettete di scrivere allora… beh… era davvero tutto lì.

Avete un’idea e non sapete come fare? Spesso quello che ci trattiene, non è la mancata preparazione, ma il semplice coraggio. Gia! Per scrivere ci vuole coraggio! Il coraggio delle proprie idee; dei propri pensieri; della propria essenza; mettersi in discussione sotto tutti gli aspetti, ma soprattutto, rapportarsi con la parte più profonda; l’ES. Essa è una parte ima, immensa e, indubbiamente, ha molte cose da dire.

Il primo libro sarà un vero schifo; ma ne sarete ugualmente entusiasti e fieri. Per rivederlo c’è sempre tempo. Non spaventatevi se gli altri che seguiranno parranno scritti da un altro… è solo una sensazione! Tutto ciò che avrete appreso con la prima esperienza e ciò che avrete imparato durante la vostra vita scolastica, apparirà magicamente su quel foglio bianco.

Cosa leggere? Tutto ciò che vi capita tra le mani. Dal semplice vocabolario, al menu del ristorante. Anche quest’ultimo può esservi d’aiuto se non sapete cosa far mangiare al vostro eroe seduto al tavolo di quella taverna. Se non sai come descrivere l’acre odore di cipolle ben cotte o il sobbollire della pietanza appena sfornata e servita.

Ciò non toglie che internet debba essere, insieme ai vostri libri, il pane quotidiano per la ricerca di usi, costumi e abitudini dell’epoca o del luogo in questione.

Cosa non leggere? Evitate gli autori che scrivono il vostro genere. Faccio un esempio che mi riguarda da vicino: se scrivete leggende elfiche, evitate Tolkien & Company. Ovviamente, lo stesso consiglio vale per Hollywood.

Ricordate che il nostro cervello è un enorme database che ingloba qualsiasi cosa veda o ascolti. Quella che vi parrà una vostra meravigliosa idea, in realtà, è di un altro.

Cosa guardare? Fate attenzione a ciò che vedete per strada, al ristorante, al mercato, in una piazza gremita o a quello che ascoltate quando, in fila alle casse di un supermarket, vi trovate accanto a due casalinghe che parlottano sommessamente.

Tutto ciò che vi circonda è una storia mai scritta. Se la storia è ambientata in epoche remote, allora anche l’arte ci da una mano. Sì! L’arte! Sapete… quella cosa che… si dipinge e scolpisce.

Sfogliando libri d’arte o immagini su internet, vedrete che i pittori del periodo storico in oggetto hanno scattato delle vere e proprie fotografie. Abiti, interni, paesaggi, costumi e abitudini di vita di ogni epoca sono impresse senza età.

Approfittate delle vostre vacanze estive per visitare i luoghi utili al vostro racconto e se avete la possibilità di viaggiare più volte l’anno (beati voi), fatelo. Occhio ai vecchi!

Non fatevi scappare l’occasione di ascoltare i racconti dei nonni. Fate particolare attenzione quando parlano per aneddoti, modi di dire, filastrocche dialettali.

Anche se appaiono insicuri, ascoltate storie di antiche credenze popolari, posti e luoghi imprecisati. E se la loro mente fa cilecca, scrivete voi il seguito. Qualcosa dovrete pur fare…no? E il topo di biblioteca? Sì! Senza dubbio!

Iniziate dalla vostra soffitta. Spolverate i vostri libri scolastici. Quelli di storia, geografia, atlanti geografici e storiografici. Lo so! Non li avete mai letti! Beh… è il momento di iniziare.

Procuratevi ogni tipo di guida turistica illustrata e stradari del paese dove volete ambientare il vostro racconto. Consiglio le guide Mondadori che, a differenza di altre, fanno uno spaccato esaustivo tra storia, usi, costumi, arte e via di seguito.

Alcuni suggerimenti utili? Appena ritenete di aver avuto il lampo di genio: Carta e matita, fate una prima stesura della storia evitando di precisare nomi e posti inventati al momento. Occorre una profonda ricerca per questo.

Appena si inizia, si scrive con l’anima. Per scrivere con la mente… dovrete attendere la stesura definitiva.

Esempio di come procedere: cosa accade, dove accade, quando accade, soggetto A,B, C, e via di seguito. Iniziate le ricerche e lo studio, compreso quello dei nomi propri frequenti nel tempo e la civiltà in oggetto. Internet vi aiuterà. Prendete appunti.

Non sprecate inutilmente carta stampando da internet, cose che non vi serviranno mai.
Su fogli inseriti in un raccoglitore ad anelli ( vi sarà utile per aggiungere, spostare o togliere pagine già scritte in base al vostro criterio di scelta) iniziate l’estensione scrivendo solo su un lato. Il retro, vi servirà per fare riferimenti o inserire in un secondo momento parte delle vostre ricerche.

Omettete le descrizioni minuziose. Ciò non toglie che, se ritenete di dover appuntare un buon e valido periodo e temete di dimenticarlo, lo possiate sempre fare. Lasciate stare la grammatica. Non è il momento!!! 50- 80 facciate circa possono essere sufficienti.

Passate al vostro portatile e mettete giù tutto quanto appreso e minuziosamente appuntato durante i vostri studi. Se non l’avete, acquistatene uno che non costi un mutuo, in quanto vi servirà solo per scrivere. Non utilizzatelo per altre cose, esporrebbe i vostri dati a rischio virale inoltre vi consentirà di lavorare sulla vostra poltrona o divano preferito
Ricordate sempre che il tempo passa in fretta quando si ha la “febbre”.

Vi capiterà di alzare lo sguardo e stupire di fronte alle cinque ore trascorse in un baleno.
Non lavorate con il solo ausilio della batteria anzi, rimuovetela e collegatevi a una presa elettrica.

Vocabolario, volume dei sinonimi e contrari, dizionario dei simboli e quello dei miti vi dovranno seguire passo passo per mesi. Sino alle correzioni.

Non accontentatevi! Continuate le ricerche sino a correzioni completate. Non appena riterrete di aver terminato il vostro racconto, leggete e rileggete instancabilmente, ma… attenzione! Fatelo leggere anche a un vostro ” amico fidato” che abbia buona padronanza della lingua e la passione per la lettura ( se è un’insegnante di lettere … magari).

Quando ci s’innamora di ciò che si scrive, anche se non valido, si tende a non volervi rinunciare. Appena avrete stampato l’ultimo e definitivo dattiloscritto non aspettatevi di pubblicarlo.

Ricordate che, come dicono i grandi autori, quando si arriva a scrivere un libro è perché, dentro di noi, quello stesso libro è stato scritto già da mesi; anni. Buon lavoro e… fateci sapere se funziona.

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